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La zattera astronomica

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Cosa ci fanno un astrofisico fanatico delle imprese impossibili e un fisico che aspira a realizzare la fusione nucleare in riva al mare ligure con una serie di grossi tronchi da legare insieme? Non è l’inizio di una barzelletta ma una delle mille avventure che un autorevole (e amorevole) papà ha regalato a Giulia, figlia nata nel 1990. Per la cronaca, l’obiettivo era la costruzione di una zattera per navigare verso una spiaggetta esclusiva. Operazione assurda messa in piedi da due scienziati pazzi o da due disperati all’insegna del “cosa mai potrà andare storto”? Tutto, o quasi. I pezzi di legno sono pesantissimi, i sassi del litorale scivolosi, gli amici usano seghe e corde in modo fantozziano e la seienne, alla fine, viene legata a due tronchi e costretta a nuotare in mezzo a scogli e alle meduse. Eppure…“mio padre aveva definito la spedizione e il suo piano un grande successo”. Quel papà, che aveva scoperto una stella importantissima insieme alla moglie, che aveva occupato i vertici dei principali istituti di ricerca in Europa, che dialogava (e faceva le piroette) con Margherita Hack, era lo stesso folle curioso impegnato in ancora più folli imprese. Stagionare formaggi puzzolentissimi, rischiare di scivolare scavalcando terrazzi a sei piani d’altezza, cucinare manicaretti esplosivi dai nomi improbabili: nulla era troppo mission impossible secondo la filosofia di vita di Nanni...

Nanni era Giovanni Bignami, accademico dei Lincei, già a capo dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, scomparso, troppo presto, nel 2017. E Giulia, la figlia avuta dalla collega Patrizia Caraveo, è l’autrice di questo collage di storie buffe (e amorevoli) che raccontano l’ordinaria follia di una famiglia divertente e spericolata. Che, tuttavia, si staglia tra un convegno internazionale e un ricevimento con (detestabili) astronauti e premi Nobel, politica e complotti, scoperte cosmologiche e intese industriali. Giulia Bignami non è una scrittrice di professione, è anch’essa ricercatrice (non in astrofisica, per carità!). Destino quasi naturale: “Sono cresciuta in una visione scientifica del mondo, che è l’unica vera e quindi, per definizione, la migliore che si possa insegnare a una figlia”. In questo libro, la voce autentica e generosa di divertimento si sviluppa fra il romanzo e l’album di aneddoti di una biografia familiare tragicomica. L’omaggio a una figura paterna che avrebbe potuto inibire chiunque è fiero e tenerissimo: valorizza, senza retorica, il grande lavoro portato avanti da Bignami e difende le scelte lavorative e di relazioni accademiche che - si sa - non sempre sono pacifiche. Tra le righe, si possono riconoscere importanti personalità della scienza italiana e, in fondo, la passione letteraria dell’eclettico scienziato.