Provenza, 2016. Il letto è troppo morbido e al mattino, quando Paolo apre gli occhi, sente la bocca impastata e la memoria piuttosto confusa. Nella sua testa il 1990 si mescola all’anno in corso: Paolo è sempre lo stesso, ma più determinato, più forte, più centrato verso l’obiettivo, con un minor abbandono poetico. Si alza, si sciacqua il volto e controlla l’orologio. Sono le sei e mezza. È l’alba. Ha decisamente bevuto troppo la sera precedente e deve aver posato la testa sul cuscino morbido troppo presto. Forse, in fondo, è meglio così: comincerà prima la ricerca che deve portare a termine. Prima di tutto, però, gli serve un caffè. Scende le scale e in sala colazioni si rende conto di essere il primo cliente. La luce è dorata e Paolo desidera di trovarsi in quel luogo in compagnia di una giovane donna. La desidererebbe eccome e, d’altra parte, desiderare è un’attività lecita che lui pensa di potersi permettere. La figlia del proprietario esce dalla cucina. Ha l’aria stanca ma porta con sé pane tostato, burro, marmellata e una caraffa di caffè. Paolo consuma la colazione e intanto pensa a un’altra alba, in un’estata ventosa e calda del 1984, a Santorini. Quella mattina a fare colazione sono lui e Francesca. Lui rischiara in quel mattino lo sguardo intorpidito da una notte d’amore, lei invece sa che non sfuggirà al suo destino, ma lo guarda. Paolo non ha dimenticato né quella mattina, né Francesca, né il destino che ne è seguito. Paolo torna in camera, lava i denti e controlla l’ora sul cellulare: sono le sette e diciassette. Scende di nuovo, saluta il padrone, esce in strada, svolta a sinistra. Poi si ferma e torna indietro. Rientra, si avvicina al desk e chiede, in francese, tre mele. Poco dopo eccolo di nuovo sulla strada, con tre succulente mele rosse. Ora Paolo realizza che, nel lontano agosto 1990, lui già sapeva che sarebbe tornato lì, in uno dei luoghi d’elezione del suo essere poetico…

Ennesimo esperimento narrativo, il quarto, per Paolo Scardanelli – geologo e scrittore siciliano che offre al lettore un nuovo romanzo dal taglio sperimentale – che vede il protagonista Paolo, già conosciuto nei volumi precedenti, spostarsi nei luoghi che lo hanno visto, anni prima, vivere appieno una storia d’amore appassionante e intensa. Paolo si reca in Provenza, mandando all’aria la tranquillità di una vita comune, per aiutare una volta ancora Anna, la donna che da sempre affianca il suo tempo e disegna trame importanti sul suo cuore: deve trovare un luogo sicuro per il figlio di lei, Bruno, rifugiato nell’ombra per sfuggire alla giustizia. Ecco quindi che, attraverso un viaggio che una volta ancora è reale e metaforico insieme, l’autore mostra i chiaroscuri della vita e lo fa servendosi di quello stile ricercato a cui ha già abituato i lettori nei volumi precedenti. Attraverso una prosa mai scontata, profonda e capace di comunicare al cuore del lettore, Scardanelli rappresenta il pensiero potente di un’anima che continua a essere inquieta e che sa regalare suggestioni profonde. Una narrazione colma come al solito di riferimenti filosofici, capace di percorrere spazio e tempo affidandosi alla potenza del ricordo; un susseguirsi di emozioni e sensazioni davvero potenti che riempiono la pagina e se ne distaccano, per arrivare nel punto più profondo dell’animo umano e lì si depositano, fino a germogliare in nuove idee e rinnovate emozioni. Un testo ricco di lirismo, in cui spesso le parole si fanno melodia e raccontano un’incessante ricerca del significato più profondo dell’esistenza. Un romanzo che si consiglia di leggere adagio, gustandone ogni parola e cogliendone ogni riferimento.