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L’albero delle bugie

L’albero delle bugie

La famiglia Sunderly è in viaggio per trasferirsi a Vane. Il Reverendo Erasmus Sunderly è uno stimatissimo naturalista, autore del ritrovamento di un fossile che dimostra la passata esistenza dei Nefilim, gli angeli caduti del Vecchio testamento. La sua fama lo precede ed è stato invitato nell’isola di Vane per studiare i reperti degli scavi lì condotti. La figlia del Reverendo, Faith, ha una grande passione per le scienze. Ama tutto ciò che fa il padre, lo seguirebbe anche in capo al mondo. Eppure, lui non sembra poi così felice di quel trasferimento, appare turbato, guardingo. La stessa comunità che li ha invitati non si è dimostrata poi tanto accogliente. Più ci pensa, più Faith si rende conto che c’è qualcosa di molto strano in quella faccenda: la partenza improvvisa, senza domestici al seguito, il parlottare del padre con lo zio Miles, della madre con lo zio. Qualcosa non le è stato detto, una marea di domande la assalgono. L’unico modo per ottenere una risposta è scoprire da sola cosa tutti le stanno nascondendo. Aprire il baule del padre, leggere tra le sue carte. Il Reverendo ha nascosto in una grotta un esemplare assai speciale di pianta che sa offrire tutte le risposte attraverso i suoi frutti a chi la nutre di bugie. Ma le bugie in grado di farla crescere e fruttificare devono essere credute dalla gente e così diventare verità. Lo stesso Reverendo non è stato in grado di gestire il potere di quella pianta, ma sull’isola c’è chi ucciderebbe per possederla...

Questo romanzo, che nel 2015 ha vinto il Costa Book Award, emergendo su tutte le categorie, è il libro con cui in Italia abbiamo scoperto la talentuosissima Frances Hardinge. Ambientato nell’Inghilterra vittoriana, L’albero delle bugie, attraverso il racconto della graduale rivelazione delle falsità degli adulti da parte di una ragazzina, decostruisce le certezze scientifiche e i valori sociali di un mondo in decadenza. Faith è ferita. La moda l’ha tradita, costringendola a starsene il più immobile possibile, addobbata di crinoline, bustini e gonne che ostacolano il libero movimento. La scienza l’ha tradita, proclamando che le donne sono meno intelligenti dell’uomo avendo il cervello più piccolo, e che non possono dedicarsi a cose serie come la scienza. Gli adulti l’hanno tradita, tenendola all’oscuro di dinamiche familiari che la riguardavano. Il mistero e la magia accompagnano indissolubilmente questa storia di formazione e crescita, arricchendo il racconto di particolari fantastici e di un’indagine poliziesca, che contribuiscono a catturare il lettore. La particolarità della Hardinge è quella di riuscire a costruire una trama assai articolata a partire da una metafora: qui le bugie sono accostate a un albero che cresce all’ombra di ambienti umidi e prospera della credulità e malignità della gente. Una piccola bugia, quella dell’esistenza di questa pianta, un’idea, un what if, che la Hardinge ha piantato nella sua immaginazione, e quello che ne è germogliato e cresciuto è assolutamente eccezionale.