Nella primavera del 1973, durante il loro In Rock World Tour, i Deep Purple fanno due date al Palasport di Bologna. Ad ascoltarli, confuso tra il pubblico che assiste al concerto serale, c’è un ragazzo magrissimo con i capelli lunghi fino a metà schiena. Rientrando a casa, ancora sulle ali dell’entusiasmo per l’esibizione a cui ha appena assistito, quel ragazzo continua a ripetersi che anche lui, da grande, vuole fare musica rock, che quella sarà la sua strada nella vita. Passano un paio d’anni: quel ragazzo è cresciuto, ha trovato dei soci e anche qualche soldo ed è così riuscito a mettere in piedi Fonoprint, il suo studio di registrazione, dotato di tutto il necessario. Certo i primi tempi sono duri: schiacciati dai debiti fatti per riuscire a recuperare tutta la strumentazione, i soci dello studio si devono adattare a registrare dischi molto lontani dalle sonorità dei gruppi rock che a loro piacciono e che vanno per la maggiore all’estero, come i Deep Purple, i Genesis o gli Emerson, Lake and Palmer. Pur di racimolare due spiccioli si registra di tutto: dal Coro di Marzabotto alle prese con i canti partigiani all’album delle Ocarine di Budrio, passando per una sfilza di gruppi sudamericani o country e non disdegnando nemmeno un incarico per la duplicazione di musicassette per l’allora Partito Socialista Italiano. Un pomeriggio, mentre il ragazzo siede davanti al suo mixer, attanagliato dai dubbi di aver fatto la scelta giusta imbarcandosi in quel percorso così difficile, ecco che suona il campanello. Quando apre la porta, vede due giovani che sembrano appena scappati di casa. Uno lo conosce, si chiama Gaetano Curreri e suona in un gruppo progressive. L’altro è un personaggio magrissimo, con gli occhi azzurri e i capelli chiari. Si chiama Vasco Rossi, è un cantautore e vorrebbe incidere un disco…

Sfogliare su Discogs (https://www.discogs.com/it/artist/349746-Maurizio-Biancani) il catalogo dei dischi ai quali Maurizio Biancani ha collaborato nella sua lunga carriera di fonico, o per essere più precisi di ingegnere del suono, significa fare un lungo viaggio in quasi cinquant’anni di musica italiana. Oltre ai tanti album di Vasco Rossi, da Bollicine a Gli spari sopra, ci sono i nomi di artisti del calibro di Lucio Dalla, Zucchero Fornaciari, i Pooh, Elio e Le Storie Tese, Mina, Milva, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Luca Carboni, Laura Pausini e tanti altri ancora. Per farsi un’idea dell’importanza storica del lavoro di Biancani basti pensare al fatto che tra gli appassionati di musica l’espressione “rullante alla Biancani” è diventata una sorta di vero e proprio marchio di fabbrica, per indicare uno specifico suono di batteria. Ne L’alchimista del suono, Biancani ripercorre per noi la sua storia, dalle prime esperienze all’interno di locali in qualche modo di fortuna fino ai grandi studi di registrazione internazionali. Il titolo del libro è quantomai azzeccato: riuscire a catturare e a riprodurre su traccia le sonorità prodotte in studio dai musicisti è infatti una vera e propria arte, difficile da codificare con formule standard e frutto di tanta pratica. Ci vogliono dedizione, flessibilità e una certa capacità di improvvisazione per riuscire a gestire eventuali imprevisti, un buon grado di conoscenze e competenze artigianali e soprattutto tantissima passione, quella che ti fa dimenticare la fatica e ti spinge a continuare il lavoro ben oltre ogni tradizionale orario d’ufficio, alla ricerca quasi ossessiva del suono giusto. Tanti sarebbero gli aneddoti che si potrebbero trarre dalle pagine di questo racconto, ma quello che colpisce di più è proprio l’autentico amore per la musica che ha ispirato Biancani in tutto il suo percorso, e che lui riesce a rendere alla perfezione con una voce sincera e autentica. In un’epoca in cui la musica sempre più spesso viene fatta a tavolino con l’uso di computer e intelligenze artificiali, leggere questo libro ci riporta ai tempi in cui al centro di tutto c’erano gli uomini e le loro emozioni, in grado di regalarci capolavori senza tempo che hanno fatto da colonna sonora alle vite di tante generazioni.