Salta al contenuto principale

L’altra faccia di mezzanotte

L’altra faccia di mezzanotte
Traduzione di
Genere
Editore
Articolo di

Fine anni Quaranta. Ad Atene ci sono già giornalisti da tutto il mondo e una gran folla di curiosi come in tutte le grandi occasioni, soprattutto quelle in cui si parla di omicidio e di gente famosa. E nella capitale greca si stanno recando, all’insaputa l’uno dall’altro, anche un neurochirurgo di fama mondiale, un commerciante di Marsiglia, un attore hollywoodiano molto amato e un apprezzatissimo regista della nouvelle vogue teatrale. Tutti loro hanno in comune l’essere stati amanti di una donna bellissima e di grande successo, Noelle Page, e tutti sono convinti che potranno esserle di conforto e di sostegno in un momento così difficile per lei. La donna, infatti, è accusata di omicidio insieme a Larry Douglas, un americano sposato con una adorabile e ingenua ragazza che ha visto suo marito correre dietro alla bella attrice senza che lei potesse fare molto per impedirlo. L’uomo, però, a differenza della bellissima Noelle, non gode né di fama né di amici potenti e danarosi e così per la sua accusa di omicidio – in quello che da tutti è stato definito come il processo del secolo – è difeso da uno sconosciuto avvocato di periferia che per un puro caso si ritrova a patrocinare un cliente nello stesso processo che vede imputata una donna famosa. La quale, però, è difesa dal più celebre penalista della Grecia. Un uomo aduso a frequentare il jet set internazionale e a chiedere parcelle da capogiro, un uomo che, neppure a dirlo, si innamora della sua splendida cliente in poco meno di qualche secondo. L’avvocato è stato reclutato dal nuovo amante della bella attrice, un miliardario che vive in una isola privata blindatissima e che manovra a suo piacimento e nella stessa maniera flussi di denaro e uomini. Ma chi è davvero Noelle Page e come fa ad avere tutto questo potere sugli uomini che incontra? E soprattutto, è davvero una assassina?

Sidney Sheldon è deceduto nel 2007 dopo una prestigiosa carriera di sceneggiatore e scrittore hollywoodiano, per questo mi dispiace molto affermare che la riedizione di romanzi come questo (uscito nel 1973) – romanzi, ricordiamolo, mainstream e dichiaratamente commerciali, che vivono nell’immanenza e non sono certo “classici senza tempo” – non ha molto senso perché i tempi sono cambiati, i lettori (anche di romance) sono più esigenti e lo schema cattiva-perfida contro ingenua-adorabile era già vecchio quando Berta filava. Anche se poi in un certo qual modo l’autore è riuscito, in corner, a modificarlo – con la classe del grande mestierante. Non bastava la banalità della trama che parte addirittura dal 1919 con descrizioni ampollose ed eventi del tutto scontati: anche lo stile e il linguaggio soffrono di un grave anacronismo e l’intero romanzo – se sarebbe potuto piacere moltissimo negli anni Cinquanta o Sessanta e negli anni Settanta ha dovuto puntare probabilmente ad un pubblico femminile dai gusti molto retrò – nell’era dei social deve trovare proprio il lettore-amatore. Uno però che naturalmente non abbia mai letto un vero giallo, figurarsi un noir! E tutto questo non per l’ambientazione del racconto, che avrebbe in realtà anche un indubbio fascino, tra la Hollywood dello star system, la Grecia post occupazione nazista e la sempre affascinante Parigi. No, a penalizzare drammaticamente L’altra faccia di mezzanotte è la noia. Ci si annoia, e tanto. Soprattutto quando si comprendono alcuni meccanismi autoriali che sicuramente funzionavano un tempo e che al lettore di oggi sembrano invece delle sovrapposizioni scontate. L’unica nota positiva, da salvare, è il sentimento di vendetta che scorre per tutto il romanzo e che, a tratti, è l’energia che anima alcune tra le pagine più briose. Nessuna suspense, sia chiaro. Solo meno prevedibilità. D’altra parte la vendetta ha sempre un certo fascino. Basta saperla evocare.