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L'altro

laltro

Da tempo c’è una macchia sul soffitto, osserva l’uomo disteso sul letto. Da moltissimo tempo, anzi, giacché anche la vecchia Miss DeGroot dice che sta lì da quando ne ha memoria. E ogni anno la macchia si fa sempre più grande e scura. Inutile ripetere la necessità di eliminarla. Nessuno se ne prende cura. D’altronde la stessa Miss DeGroot ne parla quasi divertita. Dice che assomiglia ai contorni di un Paese, di un posto sulla carta geografica e ha in mente una località in particolare che però ora l’uomo non saprebbe riferire. Forse è un’isola. Forse la Tasmania, o Zanzibar oppure il Madagascar. L’uomo non ricorda, così come non è certo se è proprio vero come gli hanno detto che il Madagascar abbia cambiato nome. Ma che mondo è senza il Madagascar? Chiede l’uomo che di fronte a quella macchia ritorna col pensiero, non senza timore, a un’altra proprio uguale situata sul soffitto della stanza di lui. È vero: quest’anno non ha piovuto molto, dunque per quanto sia diventata sempre più scura, quasi color ruggine, la macchia non si è allargata. Però andrebbe comunque cancellata. Anche la finestra è sporca e quindi non è semplice districarsi tra quelle sfumature dall'indaco al fucsia che precedono fuori il crepuscolo, osserva l'uomo. E poco conta se Miss DeGroot spesso gli rammenta che è davvero una fortuna vivere in alto fra i tetti e i comignoli. L'uomo fa spallucce ogni volta, sottolineando: "Io non sono poetico, lui lo era". E avverte come triste "il piccolo mondo ben definito" nel quale ora è costretto a vivere…

Che dire di questa opera meravigliosa di Thomas Tryon, pietra miliare della letteratura thriller/horror americana e universale, anno di pubblicazione 1971, che ora Fazi ripropone? La trama è arcinota. Almeno nelle premesse. Perché poi l'evoluzione della vicenda sfugge a ogni previsione del pur attento lettore. Tutto ruota attorno ai fratelli gemelli Niles e Holland Perry, dodicenni negli Anni Trenta, l'uno ben educato e conscio del sadismo del germano. E subito il lettore ignaro si chiederà: chi è il lui che sin dalle prime pagine campeggia in maniera sinistra nelle fantasie dell'io narrante? È il fratello savio o l'altro? E poi, in ogni caso: se lui è l'altro, quanto è davvero diverso l'altro da lui? Ecco spiegata la ragione del titolo dal quale il lettore potrà già intuire che la diversità non può corrispondere all'idea di una dissociazione profonda e completa dall'altro, segnando quasi in controluce una linea che non è proprio complicità ma ci somiglia molto. Ed ecco il primo grande merito dell'autore: l'introspezione psicologica, accanto alla fluidità della prosa, rendono questa lettura speciale anche per i lettori non osservanti del genere. Succede di tutto in casa Perry, nel Connecticut. Il padre dei gemelli muore mentre lavora nel fienile. La madre cade dalle scale e resta paralizzata. Un cugino muore infilzato da certi forconi nascosti. Per non dire della misteriosa fine divina vicina. La suspence prende quota. Per un finale a sorpresa che naturalmente ripagherà in maniera speciale gli amanti del thriller: pura emozione da cui anche Stephen King ha tratto ispirazione. Sbagliato pensare che Tryon fu solo un attore prestato alla letteratura. Provare per credere.