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L’ammiratore

L’ammiratore

Lo specchio rosso. Un bestseller diventato immediatamente un cult. Un libro entrato nella top ten dei noir di Spagna e Francia, diffusosi in tutto il mondo grazie al formato digitale. Sono passati diciannove mesi da quando a quella storia è stata scritta la parola fine. E Federica, la sua autrice, convivente da un anno con Alberto, (ex?) dongiovanni, non ha più scritto nemmeno una frase sensata. Non è il blocco dello scrittore. È la fine. Per questo cerca ispirazione. Compra un appartamento. Quello della sua psichiatra. Che lì dentro, in circostanze misteriose, è morta. Inoltre, tra tutti i suoi ammiratori, ce n’è uno particolarmente insistente. E molto ben informato su di lei…

Costruito con cura e attenzione, sempre credibile e avvincente, L’ammiratore è il settimo romanzo di Roberto Carboni. Che ha una cosa in comune con l’ottima scrittrice amburghese Karen Duve. È infatti passato dalla guida di un taxi alla scrittura creativa. Con successo, va detto. Quella che l’autore nativo di Bologna racconta nelle pagine del romanzo è una storia molto cupa, in cui il lettore riesce a muoversi con agilità grazie alla fluidità della prosa, che rende facili anche i passaggi tra gli ambienti e i piani temporali. Dialoghi brevi, secchi, incisivi e di qualità, capitoli asciutti ed essenziali, assai sintetici ma non per questo scarni, ognuno un pezzo di un puzzle di cui solo alla fine si svela l’immagine.