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L’amore necessario

L’amore necessario

L’amore è la vera forza che muove il mondo. Amore inteso non soltanto come rapporto di coppia, ma come atto di ribellione al buio, all’egoismo che divora l’individuo dall’interno. Amore inteso come un vero e proprio atto di fiducia e di liberazione, un messaggio estremamente chiaro: la vera rivoluzione è dedicarsi all’amore tout court. Si può cominciare amando la vita. Ciò significa svegliarsi ogni giorno affamati, desiderosi di nutrirsi di tutto ciò che la vita ha da offrirci. E allora vivere con meraviglia il risveglio; bere il caffè come se si trattasse di un rito, gioioso e breve, che investe ogni senso; vestirsi, prepararsi e affrontare il lavoro con spirito rinnovato: può essere difficile e noioso a volte, è vero, ma ha risvolti che danno gusto alla vita. Nell’arco della giornata occorre cogliere le piccole gioie che inevitabilmente la colorano, assaporarle, goderne. Lo stesso vale per le persone che si incrociano lungo il proprio cammino. Le giornate non sono mai lineari, oscillano tra alti e bassi e c’è il rischio che la routine diventi monotona. Tuttavia, amare la vita significa trovare rassicurazione nell’ordine che si ripete e trovare gioia in ogni singola variazione. Non mancheranno certo dolori, ferite, asprezze. È chiaro. Ma l’impronta di ogni giornata è data dalla curiosità, che sa alleggerire ogni sofferenza. E poi sono importanti i riti: il mangiare insieme, il gustare un bicchiere di vino buono o un sorso d’acqua, l’ascoltare racconti, il guardare film. In una parola, la condivisione. Sul piano del pensiero amare la vita significa amare l’Essere e preferirlo al non-essere. Anche Aristotele, che da giovane detesta la vita, nella maturità ribalta questo concetto e afferma che “la vita è un bene e un piacere per se stesso, come si vede dal fatto che tutti desiderano la vita”. Ogni essere umano desidera la vita, la difende e la considera un bene in sé. A differenza della fede, l’amore non ripone le proprie aspettative in qualcosa che è al di fuori dell’essere umano, ma in qualcosa che agisce dall’interno...

Serve coraggio a parlare d’amore nell’epoca in cui domina il più totale ed egoistico disamore. L’egocentrismo, l’aridità, l’assenza di ideali hanno minato nel profondo lo slancio verso l’amore inteso come comunione, empatia, darsi all’altro e alla natura e hanno generato rancore, invidia, disinteresse. Senza amore la voglia di vivere viene meno e la paura diventa uno dei sentimenti predominanti nell’uomo. Questo è quanto Marcello Veneziani – autore di diversi saggi e testi letterari e teatrali – spiega nel saggio che racchiude, già dal titolo, la sua essenza: per uscire dalla solitudine, dal nulla che attanaglia l’animo umano, unicamente volto al narcisismo, non resta che percorrere un’unica strada, quella che conduce all’amore e che fa dell’amore strumento e arma potentissima. Amare significa prendersi cura, volere il bene. E non importa che ci si riferisca a un altro essere umano, un animale, una pianta o un’idea. Quello che davvero conta è la consapevolezza che l’amore è l’unico sentimento che può salvare, far rinascere, creare ponti, unire. La società odierna è oppressa da una fumosa cappa fatta di nulla, in cui la libertà – e di conseguenza la dignità – personale è spesso fiaccata e umiliata dal disamore, dalla spinta all’egoismo, dalla mancanza di armonia. E allora, dopo aver preso atto di tale disfatta, non resta che accettare la sfida forse più complicata, ma indubbiamente vincente: ritrovare l’armonia con ciò che circonda l’uomo e con la profondità della sua stessa anima. E questa armonia parte dall’amore e all’amore approda. Veneziani offre al lettore – insieme a profonde riflessioni sul vero significato del sentimento che, a detta del Sommo poeta, “move il sole e l’altre stelle” – stori ed esperienze a sostegno della tesi secondo cui quel che davvero conta è “amore dell’essere, rispetto a chi insegue la tentazione del non essere”. L’amore è l’unica schiavitù in grado di regalare la vera libertà: il saggio di Veneziani ruota intorno a questa considerazione e mostra come l’amore per la vita, per la famiglia, per il prossimo, per Dio, per la verità può rendere l’individuo parte di un tutto e, soprattutto, può renderlo libero.