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L’amore non basta

L’amore non basta

Lampedusa, ottobre 2025. Bianca e Michele Balistreri stanno insieme da ventiquattro anni. Nel 2001, quando si sono conosciuti, lui ha cinquant’anni e lei dieci in meno, oltre a un marito, un figlio e una professione da pubblico ministero. Ora, dopo tutto quel tempo, sono ancora una coppia, anche se lui vive a Roma e lei in Kenya. In questo momento, poi, sono in una stanza d’albergo piuttosto piccola ed essenziale nell’isola siciliana, Balistreri ha tutto ciò che gli serve: le sigarette, una bottiglia di Lagavulin, della buona musica e una altrettanto buona compagnia. Bianca chiede a Balistreri cosa cambierebbe della vita, non solo della sua, ma anche dell’esistenza in generale. Lui risponde che eliminerebbe l’illusione giovanile che la volontà possa prevalere sul destino. L’uomo afferma di aver tentato di cambiare il mondo, ma di esserne stato invece trasformato. Bianca comprende profondamente il suo dolore, ma rifiuta l’idea di una resa totale al nichilismo. I due continuano il dialogo affrontando i temi del bene e del male, delle responsabilità e delle conseguenze delle azioni. Balistreri mostra dubbi sul senso del suo operato, chiedendosi se ciò che ha fatto sia valso la pena. Questo interrogativo diventa centrale e Bianca lo incalza per ottenere una risposta più chiara. Un ricordo, allora, affiora nella mente di Balistreri. Barbagia, Sardegna, 1984. Balistreri, poliziotto, si trova ad affrontare condizioni climatiche difficili insieme all’agente Martiradonna. Il paesaggio è aspro e ostile, e il viaggio si trasforma in un’occasione per osservare la realtà locale, tra pastori, animali e condizioni di vita dure. Martiradonna si dilunga in spiegazioni, mentre Balistreri mostra insofferenza, ma anche una certa curiosità. È stato trasferito a Cagliari dopo un caso violento a Roma. In Sardegna si occupa di sequestri di persona, in un contesto dove i criminali sono temuti e rispettati…

Ritorno potente per Michele Balistreri, figura frutto della penna di Roberto Costantini, qui più che mai complessa, irrisolta e lontana da qualsiasi forma di eroismo tradizionale. Il romanzo costruisce attorno a lui una storia tesa, in cui il confine tra giusto e sbagliato si dissolve fino a diventare irrilevante. La vicenda si muove su due piani temporali: da un lato il 1984, anno cruciale nella carriera del commissario, dall’altro un presente crepuscolare in cui Balistreri, ormai anziano, è costretto a confrontarsi con ciò che è stato. Il passato lo riporta in Sardegna, in una Barbagia aspra e regolata da codici non scritti, dove i sequestri di persona rappresentano una realtà brutale e radicata. È qui che si sviluppano due indagini durissime, entrambe legate a vittime innocenti, che trascinano il protagonista in un sistema fatto di vendette, silenzi e connivenze. Accanto a lui si muove Filippo Martiradonna, giovane agente sardo che incarna un modello umano opposto: riflessivo, legato alla famiglia, guidato più da principi che da istinto. Il loro rapporto, fatto di contrasti ma anche di una crescente intesa, diventa uno degli elementi più interessanti del romanzo, così come il ruolo di Grazia, figura femminile inquieta e determinata a sottrarsi a un destino già scritto. La narrazione procede tra inseguimenti, scontri e momenti di forte tensione emotiva. Ma ciò che colpisce davvero è l’atmosfera morale. Non esistono figure limpide, e lo stesso Balistreri agisce spesso al limite, trascinato da impulsi e scelte che lasciano conseguenze profonde. Parallelamente, il presente apre uno spazio di riflessione più intimo. Il viaggio che il protagonista intraprende molti anni dopo non è soltanto geografico, ma interiore: una ricerca tardiva di senso, forse di redenzione, o almeno di una verità che possa dare un ordine al caos del passato. In questo percorso emerge con forza il tema centrale del romanzo: l’amore, lungi dall’essere una salvezza, si rivela un elemento destabilizzante, capace di generare scelte estreme e conseguenze irreversibili. Un romanzo che esplora le zone d’ombra dell’animo umano e il peso delle scelte nel tempo; un tassello importante nella costruzione del personaggio di Balistreri, ma anche una storia autonoma, capace di conquistare sia chi già lo conosce sia chi si avvicina per la prima volta a questo universo narrativo.