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L’amore stregone

L’amore stregone
Argentina, fine anni Venti. L'ingegnere Estanislao Balder attende che qualcosa di straordinario gli accada. È sposato ed è stato con molte donne – prostitute, amanti – ma nessuna ha portato un po' di colore nella grigia monotonia della sua vita. Un giorno, viaggiando su un treno, incontra Irene, sedici anni appena. Qualche chiacchiera, una carezza sul mento e in entrambi nasce un sentimento molto simile all'amore.“È lei!” pensa Balder come ammaliato da un incantesimo, ma dopo cinque o sei appuntamenti la ragazza non si presenta più. Anziché cercarla – e sarebbe così semplice, basterebbe andare a casa sua, bussare alla sua porta – Estanislao sceglie di aspettare. E di fantasticare, di riflettere, di preparare discorsi da dirle nel caso si rivedessero: così per due anni interi. Grazie a una coincidenza, però, Irene lo rintraccia e la liaison riparte quasi da dove si era fermata. L'immaginazione di Estanislao sembra aver trionfato, ma è davvero questo ciò che desidera? 
Scritto nel 1932, L'amore stregone di Roberto Artl è un romanzo-riflessione sul matrimonio, sulle convenzioni sociali e sul tradimento. Il titolo deriva da El amor brujo, un balletto su musica di Manuel de Falla andato in scena per la prima volta nel 1915. Se la storia di de Falla, però, racconta di streghe e di magia, Artl si concentra invece sulle trappole mentali di cui è vittima il cinico Estanislao Balder, tutte ideate – paradossalmente – dal suo stesso pensiero. Una serie di scelte atipiche – e allo stesso tempo ancora piuttosto innovative, nonostante siano passati ottant'anni dalla prima pubblicazione di questo libro – fa sì che L'amore stregone richieda una certa dose di attenzione e impegno da parte del lettore. Il ritmo narrativo, infatti, più che la cronologia degli eventi, segue il lavorio mentale di Balder – lento, contorto e disturbante – e non è semplice verificare la sincerità dei personaggi di questa storia (Irene compresa), tanto che farsi un'opinione completa su di essi o patteggiare appieno per l'uno o per l'altro è impossibile.