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L’aragosta vive cent’anni

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Sabrina è seduta sul suo vecchio divano, consumato ma avvolgente. Alle pareti, foto incorniciate raccontano vari momenti di una vita. Da una parte, arrotolate, le coperte che sua figlia Laura usa la sera, davanti alla televisione. Non ha voglia di far nulla, Sabrina. Vorrebbe cambiare tante cose, ma non trova in sé il coraggio per farlo. Sente di aver perso tutto: il lavoro, il marito e la famiglia. Sua figlia maggiore, Francesca, è andata a vivere fuori di casa - pare addirittura voglia trasferirsi in Australia - e si fa sentire piuttosto di rado. Laura sta attraversando la fase critica dell’adolescenza, quindi apriti cielo! Deve inventarsi una nuova professione (è da poco stata licenziata) e il rapporto con suo marito Paolo le sembra fiacco e davvero poco entusiasmante. Forse l’unico modo per scrollarsi di dosso quell’antipatica apatia può essere quello di materializzare i sentimenti negativi che la opprimono. Anche da piccola teneva un diario e, magari, è il caso di riprovarci. Si avvicina al computer, lo accende, apre un nuovo file Word e comincia a digitare la sua tristezza e i suoi tormenti. Scrive che l’autunno è una stagione che la intristisce molto, perché la mancanza di colori spinge a pensare che tutto muoia. Oggi, poi, sta per scoppiare un temporale e Sabrina odia i temporali e ha il terrore dei tuoni. Non l’ha mai confessato a nessuno, neppure alle figlie, davanti alle quali ha sempre dovuto fingere una forza che in realtà non ha mai avuto. Ma perché vergognarsi delle proprie paure? Mentre la sua mente corre veloce come le dita sulla tastiera, appare un messaggio sulla pagina del suo diario digitale. Che si tratti di una pubblicità? Ormai arrivano ovunque e non c’è modo di evitarle. E di che pubblicità si tratta? Di una pescheria, forse? Si parla di un’aragosta. Un po’ confusa e un po’ indignata, Sabrina continua a fissare il messaggio sul suo pc e nota stupita che si sta allungando e sta diventando sempre più personale. Sembra quasi ci sia qualcuno, al di là del monitor, che la conosce bene - sa il suo nome - e vuole scambiare quattro chiacchiere con lei…

Un amore che sembra affaticato e spento e non riesce più a dare i brividi; un lavoro molto amato che in un attimo non esiste più, per esigenze di mercato; un rapporto con le figlie che fa acqua da tutte le parti e non soddisfa. La vita di Sabrina, la protagonista della storia di Licia Colò - conduttrice televisiva e autrice televisiva, scrittrice e blogger nota al grande pubblico come presentatrice di programmi di viaggi tra cui Alle falde del Kilimangiaro e per la sua attività di divulgazione scientifica, che dopo diverse pubblicazioni che raccontano di animali e delle sue esperienze in giro per il mondo si cimenta per la prima volta in un romanzo - è allo sbando. Si sente, a cinquantaquattro anni, inquieta e incapace di trovare un equilibrio nella tempesta di sentimenti che le agitano l’animo. Sarà un diario, scritto al pc, a divenire valvola di sfogo per ogni preoccupazione e ogni turbamento, perché la scrittura, si sa, è sempre terapeutica. E se poi sul file di word, al quale affida ogni suo pensiero, appaiono magicamente parole di un interlocutore sconosciuto, ma decisamente in grado di comprenderla nel profondo, allora si creano le circostanze ideali per raccontarsi senza mentirsi e senza risparmiarsi nulla. Perché, per poter risalire da quel fondo melmoso nel quale sono raccolti rimpianti, paure e frustrazioni e ricominciare a vivere le emozioni e ad assaporare la vita in ogni suo dettaglio, occorre guardare in faccia la realtà ed essere sinceri. Occorre riuscire a copiare i comportamenti di cui la natura ci fa dono e ad essere, per esempio, come l’aragosta, che riesce a vivere fino a cent’anni, perché sa liberarsi della sua corazza e rigenerarsi. È proprio reinventandosi e guardando ciò che accade da una prospettiva diversa che si può riuscire a decidere davvero dove andare. E, fortificati da questa certezza, poco importa se la strada scelta non è né quella più battuta né quella consigliata dai più. Sarà senz’altro il percorso migliore per curare l’anima, per ricominciare a vivere la rinascita, per accettare nuove sfide e per guardarsi dentro senza provare vergogna per ciò che si è. Una storia molto semplice, ma delicata, che racconta la speranza e la voglia di crederci ancora.