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L’arte del profumo a Parigi

L’arte del profumo a Parigi

Settembre 1974, Parigi. Radha non è più la ragazzina ribelle ed emarginata partita da Ajar, il suo villaggio nell’India rurale, per raggiungere a Jaipur una sorella che non aveva mai conosciuto. Ora ha trentadue anni, un marito, due figlie e vive a Parigi dove lavora come assistente di laboratorio presso una prestigiosa casa produttrice di esclusivi profumi. Ma per lei il 2 settembre non sarà mai un giorno come gli altri. La sua mente precipita, anno dopo anno, nelle tenebre, tornando indietro nel tempo a quando aveva solo tredici anni. All’epoca si era appena trasferita a Shimla con Lakshimi, la sua Jiji, e stava per dare alla luce il suo primogenito. Niki. Ed è proprio per questo che Lakshmi, fin dal suo trasferimento a Parigi nel 1957, ogni anno il 2 settembre le telefona. Non è un gesto che compie per ricordarle il compleanno di quel bambino che Radha non vede ormai da quasi diciassette anni. Il suo intento è far sapere alla sua sorellina che non è sola. Le due avviano una normale conversazione telefonica intercontinentale. Non è una cosa da poco, considerata la distanza e gli elevati i costi, ma è l’unico modo per potersi sentire vicine. E così Radha inizia a confidarsi con la sua Jiji: è molto in pena per Shanti, la sua bambina di nove anni. Ultimamente, infatti, la piccola si è dimostrata più nervosa del solito. Non ha mai avuto un carattere facile, acuito via via dalla gelosia per la sorellina di due anni più piccola, Asha. Ma Radha non può fare a meno di incolparsi per la situazione. Il suo lavoro la assorbe completamente e le rende difficile instaurare un vero rapporto con le piccole. Suo marito Pierre non perde mai l’occasione per rammentarle come il compito di una madre sia quello di crescere i propri figli, non passare intere giornate in un laboratorio ad annusare fragranze. Ma Radha sa che non potrebbe mai rinunciare a quell’impiego che, attraverso i suoi aromi, la riporta con la mente ai luoghi e ai profumi della sua infanzia in India. E da Niki...

L’arte del profumo a Parigi è il terzo e ultimo capitolo di quella che è stata ben presto rinominata La trilogia di Jaipur, serie nata dalla penna della scrittrice indiana e statunitense di adozione Alka Joshi. Se il primo romanzo, L’arte dell’henné a Jaipur, era ambientato quasi per intero nell’omonima città indiana e il secondo, La custode dei segreti di Jaipur, si divideva tra la stessa e Shimla, dove molti dei protagonisti si erano nel frattempo trasferiti, in questo caso l’ambientazione è prettamente europea. Nonostante ciò, l’India, con i suoi colori e i suoi profumi, ritorna prepotentemente sia attraverso le vivide e malinconiche descrizioni di Radha, sia in alcune delle parti più cruciali del romanzo. E, soprattutto, si assiste al ritorno del personaggio di Radha, centrale nel primo romanzo e solo brevemente accennato nel secondo. Radha è cresciuta, ma continua a portare dentro di sé le tante insicurezze retaggio della sua infanzia segnata da sventure e, soprattutto, dall’abbandono del suo primogenito, Niki. Le stesse condizioni, però, che hanno contribuito a donarle la determinazione di crescere come donna a tutto tondo. Una donna che non si accontenta di svolgere il solo ruolo di moglie e madre, ma che è fermamente convinta (in tempi non sospetti) di quanto donne e uomini abbiano gli stessi diritti e doveri in termini di cura della famiglia e impegno nel lavoro. Ma questo non è solo un romanzo che pone l’accento sulla rivalsa del cosiddetto “sesso debole”. È un racconto corale, in cui le donne riescono a creare legami che trascendono il tempo e lo spazio, per dare vita a una rete di solidarietà, collaborazione e rispetto. Una rete che non intende lasciare indietro nessuna: né le “donne dimenticate” della storia dell’arte moderna; né quelle reali, la cui vita può letteralmente cambiare dal giorno alla notte grazie al potere della sorellanza. Grazie all’esempio di Delphine Silberman, maestra profumiera di Parigi, e di Hari e Nasreen, cortigiane e proprietarie di una rinomata casa di piacere di Agra, Radha comprende quanto il ruolo delle donne sia fondamentale nella società moderna, a prescindere dalle coordinate geografiche in cui esse vivono. E riesce, finalmente, a trovare il coraggio di reclamare il suo posto nel mondo.