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L’arte dell’abbraccio

L’arte dell’abbraccio

Ikeda, formato dalle letture di Emerson, sa che se si affronta la vita a testa alta, con fiducia e coraggio, questa si predispone a essere ricca di speranza. Nello scambio di idee con la dottoressa Sarah Wider, poetessa e educatrice, confida di trarre un messaggio per i giovani, in balia di un mondo in continuo mutamento. Secondo la Wider si è soliti guardare senza vedere e udire senza ascoltare. Occorre concentrarsi su ciò che si può fare meglio e non su ciò che non è in nostro potere. Ikeda è conscio che l’educazione sia il punto di partenza, per questo ha fondato diverse scuole, tra cui la Soka University of Japan che ha fatto grande impressione sulla Wider. In quel luogo è stato piantato un ciliegio alla memoria di Mary Wider, madre della dottoressa, donna generosa e entusiasta della vita, identificata da Ikeda con il sole, simbolo di tutte le madri portatrici di vita. Come solare è il ricordo dell’infanzia ad Albuquerque in Nuovo Messico, per la dottoressa. Altrettanto lo sono i ricordi dell’impegno dei genitori, coltivatori di alghe e in balia della povertà, per il maestro Ikeda. Entrambi condividono un passato di famiglie solide, volitive e incoraggianti, che hanno condizionato il loro approccio col mondo, basato sul bene comune e non su interessi personali. Studiare serve per contribuire “alla pace e alla felicità dell’umanità”, le studentesse della SGI incontrate nel 2006 durante una lezione sulle donne del ventunesimo secolo, hanno colpito la Wider per la loro consapevolezza e l’impegno nel voler diventare “donne internazionali”. L’obiettivo è il raggiungimento della giustizia sociale e della pace. Ikeda, sempre grazie all’influenza delle letture più amate: Emerson, Thoreau e Whitman, sottolinea l’importanza delle parole, il valore della poesia. “I veri poeti, con la loro personalità e le loro parole, possono dissolvere l’oscurità del nostro tempo e illuminare il cammino dell’umanità”, poiché il linguaggio deve servire il bene, aiutare a riscoprire il vero umanesimo...

“Cosa ci permette di condurre una vita veramente e pienamente umana?”, questa la domanda a cui vuole dare risposta Sarah Wider, ex presidentessa della Ralph Waldo Emerson Society e insegnante di Letteratura inglese e studi femminili presso la Colgate University. Nell’estate del 2006 l’affinità elettiva che scaturisce dall’incontro della Wider con Daisaku Ikeda (Presidente della Soka Gakkai International, la più vasta organizzazione buddista del mondo), dà inizio a un legame di fiducia e rispetto, rafforzato dalla comune ispirazione che traggono dagli scritti di Emerson. Il Bene e la dignità umana dovrebbero essere al centro dell’interesse di tutti, ma prevalgono materialismo e egoismo. Nell’educazione risiede l’unico mezzo per trovare un equilibrio tra scienza, progresso e le necessità economiche da una parte e l’empatia, la pace e il dialogo tra le persone. Proprio questo saggio è costruito in chiave di dialogo attraverso 16 “conversazioni” ed è frutto di un proficuo scambio di mail, basate sul confronto e la condivisione di idee su numerosi argomenti: il valore della donna, l’importanza di poesia e musica per diffondere idee positive, la critica all’individualismo e alla società americana orientata al successo e al guadagno fine a sé stesso. Come si possono, dunque, superare i “modelli educativi consumistici” del nostro tempo? Fare dell’empatia, dell’inclusione e dell’incoraggiamento i nuovi modelli? La Soka Gakkai è la scuola buddista laica fondata nel 1930 da Tsunesaburō Makiguchi, oggi diffusa in tutto il mondo, basata sugli insegnamenti di Nichiren (1222 – 1282). Attivissima sui social, non è immune da dubbi e contraddizioni, incluse pesanti accuse di settarismo (online è possibile rintracciare forum di ex membri), ma difesa da entusiasti sostenitori. In questo saggio sono presentati gli obiettivi che hanno stimolato Daisaku Ikeda e i suoi discepoli ad andare avanti nonostante le difficoltà.