Salta al contenuto principale

L’assassinio della grande madre

L’assassinio della grande madre

È complesso edificare la civiltà e sono numerose le generazioni che devono succedersi per ottenere lo scopo. L’uomo non è qualcosa di finito, un “utensile che appare come è in quel momento”, rappresenta una storia fondata sul passato che deve procedere e svilupparsi verso il domani, ma è la “grande storia” a unire tutti gli uomini, la ricerca dell’armonia che rischia di essere messa in secondo piano se a prevalere sono i sensi. Il solo modo per evitarlo è perseguire la conoscenza, ma oggi l’uomo ancora ignora diritti e doveri, nonostante l’accesso all’informazione è la stessa, citando E. Fromm, a travolgerlo con elementi di eccitazione negativi tramite cinema, fumetti e giornali, a renderlo indifferente alla vita e attratto dalla morte e dalla violenza. Quali sono le radici dell’infangare, mutilare, uccidere un corpo di donna? Nelle religioni monoteiste, ma non solo, l’idea di tempio come casa del divino si associa al corpo dell’uomo (“la cui sacralizzazione implica compresenza di umano e divino”), nel senso simbolico e mistico del cristianesimo che si è perso, la religione opererebbe una “reintegrazione individuale tra maschile femminile, con una serie di palesi conseguenze in merito al rapporto uomo-donna e di ciascuno con se stesso”. Fingiamo di essere ciò che non siamo ogni giorno, a causa dei rapporti sociali che obbligano a interpretare un ruolo in quello che è il mondo profano, il mondo fuori dal tempio. Nella relazione con il mondo, fin dall’antichità, un grande potere simbolico lo hanno avuto i colori, come il rosso, emblema di forza e rinascita, il nero emblema del Nulla e del Tutto, la sintesi universale. Anche l’acqua che rappresenta lo spirito dell’inconscio ha un enorme potere...

Giovanna Mulas nasce a Nuoro nel 1969 e fin da giovanissima si dedica alla scrittura con passione, trasformando la sua vocazione letteraria in un autentico strumento di denuncia e critica sociale (ha pubblicato una trentina di opere tra narrativa, saggistica e poesia, tradotte in più lingue). Nel romanzo autobiografico Lughe de chelu (ristampato col titolo I cancelli del cielo) parla di sé e delle sue ferite personali. L’impegno per difendere i diritti delle donne, il suo attivismo, la scrittura come strumento di analisi e conoscenza sono il frutto di una volontà di rinascita, un percorso portato avanti dopo il periodo più terrificante della sua vita: la separazione dal marito, il tentato omicidio, la depressione. Avere sperimentato su di sé la furia della vendetta e la violenza hanno fornito la motivazione per riprendere a scrivere e affrontare il dolore. Nel saggio dedicato alla Grande Madre e al tema del femminicidio, descrive lo spirito di vendetta come “ispirata dal sentimento di colui che si sente vinto, che ha subito un danno”. Ripercorre i passaggi culturali e sociali che hanno portato nel corso del tempo a sviluppare il rapporto tra i sessi e questo fenomeno tanto diffuso e aberrante che riempie le cronache quasi quotidianamente. Il testo propone citazioni frequenti con riferimenti a Jung, Nietzsche e Einstein, riferimenti letterari, tira in gioco le leggi della termodinamica e le influenze religiose che caratterizzano tutta la storia dell’umanità, si parla di miti, di streghe, di Caos. Non manca naturalmente la ricostruzione della simbologia della Grande Madre ed è frequente l’analisi etimologica di termini specifici e il loro significato, perché le parole hanno un peso. L’assassinio della grande madre è un libro complesso e ricco di riferimenti che offre una chiave di lettura sul fenomeno. La Mulas ha ricevuto attestati di stima e numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, premi culturali e alla carriera, nonché la laurea honoris causa in Lettere. Nel 2007 ha sposato il giornalista e poeta argentino Gabriel Impaglione, con cui condivide l’impegno artistico e sociale. “Armiamoci di cultura, purezza, bellezza, educhiamo i nostri figli al rispetto: ciò che siamo è grazie a quanto sono state, ciò che saranno sarà dovuto al nostro costante, consapevole impegno”.