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L’atomica

latomica

Berlino, dicembre 1938. Otto Hahn, chimico, compie un esperimento con un pezzo di metallo color argento chiamato uranio. Lo pone accanto a un elemento radioattivo e, come previsto, alcuni neutroni vanno a colpire gli atomi di uranio, ma, in modo imprevisto, la forza dell’impatto pare scindere in due gli atomi di uranio. E questo, per quanto ne sa Hahn, è impossibile. Deve avere commesso un errore. Si rivolge allora alla collega Lise Meitner, fisica ebrea costretta dai nazisti a rifugiarsi in Svezia. Lisa gli risponde presto con queste parole: "Abbiamo avuto così tante sorprese in fisica nucleare che non si può mai dire con sicurezza: questo è impossibile". In quegli anni l’idea della scissione di un atomo era incredibile, tuttavia, se ciò davvero fosse avvenuto il processo avrebbe prodotto energia e la scoperta avrebbe potuto cambiare non solo gli studi di fisica, ma addirittura il mondo. La notizia si diffuse rapidamente tra i fisici teorici, valicando l’oceano. Otto Frisch, Niels Bohr, Luis Alvarez, Robert Oppenheimer furono profondamente coinvolti e proprio Oppenehimer realizzò che la fissione nucleare avrebbe potuto condurre a creare un esplosivo di enorme potenza. La nascita della bomba atomica divenne una realtà, inedita e terribile, capace di distruggere i suoi stessi creatori e l’umanità tutta. In un normale contesto di politica internazionale la scoperta avrebbe potuto costituire un momento di studio, approfondimento e condivisione in ambito scientifico. Ma il 1939 da poco iniziato non si sarebbe rivelato un anno normale. Hitler si preparava a invadere la Polonia…

Questo libro (già uscito per lo stesso editore nel 2015 e ora ripubblicato nella collana “I tascabili”), è destinato a un pubblico di giovani e giovanissimi lettori, ma si rivela adatto anche agli adulti, essendo il risultato di un approfondito lavoro documentale di cui rende conto in modo semplice e chiaro, ideale per chi non è specialista della materia. Le vicende narrate, inoltre, hanno la capacità di coinvolgere tanto quanto una storia di spie, di intrighi internazionali e perfino quanto un thriller. Si tratta, invece, di storie vere, di scienza, ma anche di guerra e di tragedia. Conclude l’autore: “È difficile tirare le somme di questa storia. La costruzione della bomba atomica è uno dei più sorprendenti esempi di lavoro di squadra, ingegno e sangue freddo che la storia possa fornirici. Ma è anche il racconto di come l’essere umano abbia creato un’arma capace di cancellare la sua stessa specie dal pianeta. È una storia di cui non si intravede l’epilogo”. Steve Sheinkin è un riconosciuto scrittore americano. Vincitore di numerosi premi, ama essere considerato alla stregua di “detective della storia”, che indaga a fondo attraverso approfondite ricerche d’archivio. Così è avvenuto anche per questo libro, basato, tra l’altro, su centinaia di documenti segreti dell’FBI. I retroscena della creazione della bomba atomica vengono svelati qui da Sheinkin, che non nasconde né l’entusiasmo per la scoperta scientfica, né l’impegno degli scienziati per arrivare a realizzare il terribile ordigno prima di Hitler, né il senso di colpa nei confronti delle vittime reali e potenziali che l’atomica avrebbe causato, a partire dal 6 e dal 9 agosto 1945 quando due bombe vennero sganciate su Hiroshima e Nagasaki.