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L’autorità perduta

L’autorità perduta

Al fine di divulgare principi educativi virtuosi Paolo Crepet riporta quanto realizzato in Nuova Zelanda, a Christchurch, terza città dello stato per numero di abitanti e centro tristemente noto per l’elevatissimo tasso di microcriminalità giovanile. Ebbene, nei luoghi frequentati dai giovani violenti il Governatorato del luogo ha introdotto sistemi di diffusione della musica di Mozart. In pratica l’intera area pedonale della cittadina, luogo privilegiato dai giovani bulli per compiere vandalismi e violenze, è stata attrezzata con la necessaria strumentazione per diffondere le arie del genio di Salisburgo. I risultati sono stati sorprendenti: il numero dei reati e dei comportamenti antisociali è vistosamente calato, rendendo il centro cittadino vivibile per tutti gli abitanti del luogo. In un solo biennio si sono ridotti i consumi di droga e gli incidenti legati al consumo di droghe e alcol. Mozart e la musica classica hanno avuto un effetto lenitivo sulle “teste calde” dei giovani più dei rimedi repressivi e rieducativi di carattere poliziesco. L’ idea funziona - secondo l’autore - perché l’ascolto della musica predispone alla pacificazione, scoraggia i facinorosi e migliora le relazioni sociali. Si tratta di un accorgimento dai costi limitati che manifesta un’idea di convivenza aperta e distesa, nella quale i comportamenti antisociali possano temperarsi nell’armonia e nella serenità. L’esempio della Nuova Zelanda serve per riflettere sulle modalità di svolgimento del fondamentale compito educativo riservato a genitori e insegnanti, i quali talvolta si trovano di fronte a muri impenetrabili da superare mentre la soluzione è proprio davanti ai loro occhi ed ha costi limitati. Anche a Berlino Daniel Barenboim è riuscito a creare dal nulla un asilo musicale. Una struttura che aiuta i bambini a crescere e a svilupparsi attraverso la musica. Il Musik kindergarten voluto dal famoso direttore d’orchestra non è un luogo per bambini particolarmente dotati o appartenenti a un ceto sociale privilegiato. Tutt’altro, è un servizio pubblico che i cittadini pagano secondo il proprio reddito, come qualsiasi altra scuola d’infanzia tedesca. La musica in questo secondo esempio viene considerata come elemento primario per la crescita e lo sviluppo degli esseri umani, non come intrattenimento, ma come elemento propulsivo delle capacità espressive di ogni individuo…

Paolo Crepet, medico specializzato in psichiatria e sociologo, si dedica da tempo ad analizzare i problemi che affliggono la società e opera attivamente al fine di rendere consapevoli i lettori e i tanti frequentatori dei convegni a cui partecipa dei rischi insiti nelle derive sociologiche contemporanee. Uno dei testi più recenti dell’autore è incentrato sulla crisi dei valori genitoriali e reca una approfondita analisi delle conseguenze che il fenomeno determina sulle giovani generazioni. Secondo Crepet la perdita di autorevolezza delle due figure fondamentali per lo sviluppo di ogni essere umano ha determinato e determinerà – se non si opera un’inversione di tendenza – un aumento esponenziale di disagio giovanile con i conseguenti fenomeni di violenza cui assistiamo giornalmente. Il libro è di facile lettura e le riflessioni dell’autore seguono esperienze vissute in prima persona o esempi tratti dalla sua pratica professionale, rendendo le pagine interessanti e ricche di suggestioni. Lo snodo centrale dell’opera ruota attorno all’accondiscendenza dei genitori rispetto alle richieste dei figli con esortazioni di carattere psicologico finalizzate ad evitare la trasformazione delle figure genitoriali da elementi dispensatori di valori etici a banali “tuttofare” per amore del quieto vivere domestico o, peggio, per inseguire modelli consumistici discutibili e di cattivo gusto. Mostrando fermezza e capacità di giudizio - afferma l’autore - si mostrerà ai figli la strada da percorrere evitando il virus del “condono” che porta a nequizie e pericolose devastazioni sociali.