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L’avventura intergalattica del professor Matthew

L’avventura intergalattica del professor Matthew

Il professor Matthew si dimentica una sera di chiudere il portale di accesso interplanetario prima di uscire dal suo laboratorio alla NASA. È preso da maschere e costumi per l’imminente festa di Jessica, una collega di appena venti anni e non pensa nemmeno lontanamente di toccare quella maledetta manopola che dà l’accesso ai più grandi segreti della scienza. È preoccupato per la possibilità che estranei possano entrare nel portale, ma nonostante questo la mattina dopo arriva al lavoro in ritardo, trenta minuti di ritardo che gli servono per trovare il laboratorio vuoto e senza colleghi come al solito indaffarati nelle proprie mansioni. Si affretta a raggiungere la propria scrivania per controllare la porta di accesso interplanetario e magari chiuderla. Le chiavi le hanno il prof. Matthew e la signorina McCantry. In realtà, oltre alla manopola da girare, c’è un codice di venti cifre da inserire. Il professore ci prova un sacco di volte, ma le mani sudate gli impediscono di inserire la combinazione corretta nella tastiera virtuale del touch screen. Si innervosisce e tira un calcio alla porta interplanetaria che si spalanca improvvisamente e lo risucchia, per depositarlo in un luogo roccioso con grandi buche nel terreno. La prima cosa che vede è un essere verde, di proporzioni mostruose che lo afferra. Si trova così legato in una stanza buia per poi essere trasferito in un’altra stanza ancora più buia. Una voce alla sua destra gli chiede piano: “Chi sei?”. Il professore sussulta: la riconosce, è la voce di Leah, che gli racconta che quella mattina mentre tutti lo stavano cercando, uno a uno si sono ritrovati in quella stanza buia. Finalmente una porta si apre e colpisce la stanza con un fascio di luce. Il professore viene preso dalla solita creatura verde che lo conduce al cospetto di un’altra creatura verdognola, con tanto di scettro e corona...

Un racconto, forse di un sogno, di quelli che magari si fanno dopo aver visto Star Wars o altri film di fantascienza. E nell’esiguo numero di pagine che compongono questo racconto c’è spazio per tutto: dalla curiosità alla solidarietà, dall’avventura al sogno, al colpo di fulmine con relativo innamoramento che riempie il cuore di coraggio. Peccato, però, che questo amore smisurato e scoppiato all’improvviso non sia felice e nemmeno ricambiato. Eppure in nome della donna che gli ha rubato il cuore il professor Matthew mette a rischio la sua vita più volte. Un atto generoso il suo, non c’è che dire, forse a dimostrazione, per l’ennesima volta e ammesso e concesso che ce ne fosse bisogno, che l’amore vince su tutto, che il sacrificio fatto per chi si ama non pesa, anche se poi quell’amore non è corrisposto. Insomma c’è tutto, anche se a piccole dosi e con la necessità di non soffermarsi più del dovuto nelle descrizioni di altri mondi, di esseri colorati, di strumentazioni atte a risolvere ogni problema fisico e di comprensione. Un assaggio di futuro? Forse, chi può dirlo? Magari davvero ci ritroveremo un giorno a indossare un piccolo apparecchio che ci permetterà di capire e farci capire da qualsiasi essere. E senza spingersi troppo verso mondi lontani, basterebbe che facesse comunicare tutti i cittadini del mondo, senza bisogno di studiare mille lingue diverse, cercando un comune territorio di scambio. Sì, certo, sempre un sogno. Intanto e di sicuro una breve lettura piacevole.