Salta al contenuto principale

Le altre

Le altre

Sheila è pronta a ricevere la chiamata della polizia. Una voce maschile quindi le ha chiesto il permesso di rivolgerle qualche domanda. La donna pensa che sicuramente, durante l’interrogatorio, si sarebbe arrivati, verso la fine, alle fatidiche domande: “Coniugata? Figli?”. La risposta sarebbe stata il solito no secco. Secondo il rapporto della polizia, la sua amica Dina è stata uccisa all’una del mattino. La relazione non ha risparmiato a Sheila i sordidi dettagli. I giornali hanno raccontato che la vittima era una professoressa di Gender studies e hanno specificato che l’omicidio presentava caratteristiche di unicità. Dina infatti è stata ritrovata legata a una sedia del salotto, con la parola MADRE incisa sulla fronte e le mani che stringevano un bambolotto. Sulla stampa Dina viene descritta come una “una delle ideologhe femministe più illustre e discussa dei nostri tempi”, soprattutto grazie ai suoi studi sulle donne senza figli della Bibbia. Sheila non può fare a meno quindi di pensare, con un filo di ironia, che adesso anche la sua amica è diventata, in un certo senso, madre, nonostante il patto che legasse lei e altre amiche al non desiderare mai neppure di diventare genitori…

L’autrice e drammaturga israeliana Sarah Blau ha scritto quest’ottimo thriller psicologico che è diventato un autentico successo sia nel Regno Unito che in patria, tanto che ne è stata tratta una serie televisiva di altrettanto successo. In continuità con lo stile tipico dell’autrice, anche questo romanzo affonda le sue radici nel testo biblico e la trama riflette, capitolo dopo capitolo, la cultura e le vecchie tradizioni di una terra ricca di storia come Israele. Questo è lo scenario in cui si dipanano le vicende di quattro donne legate dal patto di non fare mai figli nella vita. Una delle quattro però, viene brutalmente uccisa, si stagliano i sospetti di un serial killer a Tel Aviv e perfino le amiche vengono sospettate. Il lettore fino all’ultimo rimane in bilico nel capire se la voce narrante, Sheila, sia effettivamente il killer o una potenziale prossima vittima. I colpi di scena quindi non mancano in questo riuscitissimo thriller psicologico. Tra le righe è anche chiaro il messaggio autobiografico dell’autrice per cui l’amore per le proprie scelte è forse quello più importante da difendere.