Salta al contenuto principale

Le cartoline di Leonardo

Le cartoline di Leonardo

Cosa c’è ancora da scoprire in Leonardo da Vinci? Si potrebbe pensare che la crescente celebrità del genio italiano, che tanti studiosi e appassionati ha attratto, abbia finito per esaurire la ricerca. Ed invece così non è. Perché non solo tante certe considerate perdute potrebbero spuntare dagli archivi polverosi di qualche biblioteca (non mancano i precedenti) o dal cassetto di qualche collezionista privato, ma anche perché tra le seimila pagine di appunti da lui redatti, e noti, scaturiscono ancora sorprendenti notazioni. Così, ecco uno studio in cui si getta luce su un aspetto non ancora esplorato dagli studiosi leonardeschi: i viaggi del genio. Viaggi accompagnati compulsivamente da appunti, elenchi, cartoline e disegni. Tutto questo è adesso a disposizione dei lettori che hanno la possibilità di seguire Leonardo sia nei suoi viaggi reali, tra la Toscana, la Lombardia e la Francia, ma anche in quelli immaginari. Perché da straordinario uomo di scienze e di lettere, oltre che artista, qual era, Leonardo viaggia non solo con il corpo, ma anche con la mente. Vita e libro, cioè, si intrecciano strettamente, consentendogli di visitare virtualmente luoghi mai direttamente esplorati. Così, tramite relazioni di viaggio, colloqui con mercanti e viaggiatori, letture che spaziano dai classici Plinio e Aristotele fino ai moderni, negli appunti leonardeschi compare ad esempio il Mongibello. Ossia l’Etna dal ventre igneo che ha in grembo il fuoco che circola sotterraneamente nel mondo. Perché il mondo stesso è per Leonardo un grande organismo. Un macrocosmo, cioè, che ricalca la composizione di quel microcosmo che è l’uomo, con ossa (le rocce), sangue (i fiumi) e muscoli...

Scorrere la mappatura degli appunti e dei disegni ospitati in questo volume significa scandagliare il vissuto di Leonardo, e non solo. Nei suoi scritti, confluiti in diversi codici, egli verga di tutto: elenchi di oggetti da portare o da acquistare in vista dei frequenti traslochi da una corte all’altra; abbozzi di ritratti colti dal vivo. Frutto di osservazioni dirette. Perché Leonardo, quando si accingeva a comporre opere pittoriche corali come il Cenacolo o l’Ultima cena, cercava ispirazione nell’esperienza diretta, spostandosi tra locande, vie, piazze, per cogliere tratti somatici, espressioni, volti. Insomma, modelli inconsapevoli. Né mancano disegni legati alla sua attività di ingegnere militare o di musicista. Nei suoi taccuini tutto questo materiale magmatico era organizzato in maniera apparentemente disordinata, affastellando, appunto, disegni e notazioni. Peraltro impiegando in maniera sparagnina la carta, lembo su lembo. E non solo di lui o dei suoi progetti si scrive, ma anche di altri soggetti, di curiosità stuzzicanti, di sapide notazioni di costume che consentono di gettare nuova luce sulla vita quotidiana tra Quattrocento e Cinquecento. Il volume è dunque tutto da leggere e guardare, poiché le riproduzioni sono parte essenziale ed illuminante del testo. Nella consapevolezza apertamente dichiarata dall’autrice che ancora altro c’è da scovare nell’immenso universo leonardesco.