“Sei proprio una testa di cazzo”. La frase le è uscita un po’ più dura e carica di astio rispetto a quello che pensava, ma Dave ha appena cercato di mandarla gambe all’aria mentre la travolgeva per scendere di corsa dalle scale. Adora quel cane, ma certe volte non si chiede se forse avrebbe avuto bisogno di un animale un po’ più tranquillo, visti già i ritmi così frenetici della sua vita. La giornata non è iniziata proprio benissimo. Anzi. I programmi erano di rimanere a letto (dopo aver portato fuori Dave per la pipì mattutina) ma la chiamata del suo capo li ha stravolti: richiamata nel suo unico giorno libero dopo tre settimane di lavoro ininterrotto, per recuperare un cadavere in un kayak mentre procede – trascinato dalla corrente – chissà dove. “Perché volevo portarti il tè a letto? Mi sembra un po’ esagerato”, è la risposta che la raggiunge mentre si rimette in equilibrio sulle scale e cerca di scendere gli ultimi gradini sperando di non inciampare nei suoi stessi piedi. È Leo, alla base delle scale, con due tazze di tè fumante in mano, perfettamente vestito e già pronto per recarsi in centrale. “Non tu. Anche se a volte lo sei anche tu” gli risponde mentre gli scocca un appassionato bacio sulle labbra sperando che la sua giornata rimanga come nei suoi piani: tutto il giorno a letto con Leo…

Clare Mackintosh torna in libreria con il terzo volume della saga dedicata alla detective Morgan, dopo il successo di The Last Party (2022) e A Game of Lies (2023). Protagonista è Ffion Morgan, poliziotta tanto preparata e brava nel suo lavoro quanto impacciata e timorosa nei rapporti personali, che si ritrova ad indagare sulla morte di una donna ritrovata in un kayak. La sua indagine si intreccia con quella seguita dal suo compagno, Leo Brandy, impegnato nella risoluzione di una serie di furti a The Hill, quartiere esclusivo, nel quale scopre ben presto che la bellezza patinata delle abitazioni è solo una facciata che serve a nascondere le brutture delle persone che lì ci abitano. Una sfumatura che si perde nella traduzione italiana del titolo, ma che resta ben evidente in quello originale, Other People’s Houses: una allusione alle vite e ai segreti che si celano dietro facciate apparentemente perfette. Due indagini solo all’apparenza distinte una dall’altra ma che la Mackintosh è in grado di unire e amalgamare sapientemente: grazie all’escamotage di un podcast su un omicidio del passato rimasto irrisolto, Ffion e Leo riusciranno a ricomporre il puzzle e a dare una degna conclusione alle loro indagini. Notevole la ricchezza dei personaggi e delle sottotrame – con un elevato rischio di perdersi o di dover tornare di qualche pagina indietro per recuperare le fila della storia, ma che la Mackintosh orchestra magistralmente, forte anche della sua esperienza di undici anni nella polizia, dove ha raggiunto il grado di ispettrice. Una storia crime nella quale ogni luogo, personaggio e spiegazione ha un suo posto preciso, rendendo il risultato finale un libro giallo ben strutturato e facendo “chiudere un occhio” su alcune svolte un po’ troppo prevedibili della storia.