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Le cronache dell’acero e del ciliegio - La maschera di Nō

Le cronache dell’acero e del ciliegio - La maschera di Nō

XVI secolo, Giappone, piena epoca Tokugawa. Scende la sera nella regione di Kamakura, e porta con sé un piacevole fresco. Sulla veranda della vecchia costruzione con il tetto di paglia un uomo è seduto a gambe incrociate. Sorseggia il suo tè contemplando la natura che lo circonda: le voci della foresta vicina, le rane, i grilli, la luna. Finito il suo tè, l’uomo si alza per entrare in casa, quando sente un pianto, molto vicino. Con passo spedito fa un giro attorno alla casa e dietro una grande lanterna ricoperta di muschio trova un bimbo in fasce, adagiato in un’insolita culla, il guscio di un liuto. Impietrito lo guarda e di rimando anche il bimbo lo guarda con le guance rigate di pianto e i grandi occhi sgranati. L’uomo solleva la culla e lo osserva più da vicino. Può avere due anni al massimo e come unico segno distintivo indossa al collo un monile d’oro a forma di foglia di acero. Da quel momento il bambino entra a far parte della vita dell’uomo, Maestro di spada, e di Oba, la sua fedele governante. Il bambino viene chiamato Ichirō: non ricorda nulla dei suoi genitori, vive isolato dal mondo e cresce con gli insegnamenti del Maestro e gli amorevoli gesti di Oba. Al suo quarto compleanno riceve in dono una piccola spada con l’elsa ricoperta di cuoio e la lama di legno perfettamente lucida. Inizia così la sua via della spada, fatta di sacrifici, allenamenti e tanto studio. I tre fanno una vita semplice, spartana, raccolgono i frutti dell’orto e Ichirō prende sempre più confidenza con la foresta che circonda la casa. Crescendo si pone e pone al maestro qualche domanda sulle sue origini, sul suo pendaglio, sul perché vivano così lontani dalle altre persone. Poche le risposte. Il Maestro, un grande samurai, non svela nulla, anche se qualche preoccupazione lo turba. Come farà a proteggere il ragazzo? Dopo la morte di Oba si sente stanco, amici e nemici del passato stanno tornando…

La maschera di Nō è l’inizio di una brillante quadrilogia e rivela un nuovo talento narrativo, quello di Camille Monceaux. Il lettore è immerso sia nelle rarefatte atmosfere della natura, che nelle assordanti strade di Edo (l’antica Tokyo). Il mistero che avvolge Ichirō è il fulcro di questo primo volume. Poesia, teatro, mestieri, sapori, vita di strada e sogni di battaglie sono l’humus in cui si sviluppa la storia. È un romanzo di formazione e crescita nel più profondo senso della parola. Anche l’oggetto libro soddisfa a pieno le aspettative del lettore: per la meravigliosa copertina, la mappa, le decorazioni, la carta scelta e gli ornamenti sul taglio del libro. La storia dopo il prologo è narrata dal protagonista e questo rende senza dubbio più coinvolgente la lettura. Il lessico è variegato, diretto e con un certo spessore. L’epoca e i personaggi storici sono credibili e descritti con precisione grazie allo studio approfondito dell’autrice. Il romanzo informa, pur senza essere nozionistico, e stimola la curiosità di approfondire autonomamente con naturalezza. I sentimenti che ruotano attorno ad Ichirō sono gli stessi di ogni essere umano: abbandono, amicizia, tradimento, passione, vendetta, solitudine. Se il Maestro può essere considerato come un severo e misterioso padre, Oba rappresenta l’affetto amorevole di una nonna. In città il ragazzo sperimenta l’amicizia con Shin e i primi turbamenti amorosi con la misteriosa Hiinahime. Fanciulla che vive reclusa nella sua villa, con il volto coperto da una maschera teatrale. Il teatro Nō e quello Kabuki, presenti nell’opera, sono egregiamente descritti dall’autrice. Un’accuratezza che si traduce in una full immersion affascinante tra camerini, attori, copioni, costumi, trucco di scena e attrici. Anche il tema politico è trattato nel romanzo. Nel 1603 un regime militare domina il Giappone isolandolo completamente dal resto del mondo, lo Shogunato Tokugawa. Il popolo è sorvegliato, gli stranieri e i cristiani perseguitati, le arti represse con durezza. Come poter seguire l’onore della via della spada e dei suoi insegnamenti, quando nel Paese serpeggia la rivolta? È difficile per Ichirō trovare il suo posto in questa società profondamente ingiusta e repressiva. Più che mai vanno preservati la cultura, la fantasia e i sogni. Ed è proprio con questo spirito che operano il protagonista e gli altri personaggi a lui vicini.