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Le diecimila porte di January

Le diecimila porte di January

January Scaller, sette anni, carnagione rossastra, capelli ingestibili, occhi chiari e vestiti di lusso, nell’estate del 1901 trova nel Kentucky una porta blu in mezzo a un campo. Sorpresa dal signor Locke, suo protettore nonché datore di lavoro del padre, che viaggia per lui alla ricerca di manufatti rari e preziosi, January dice di aver visto dietro quella porta una città bianca affacciata sul mare. Ma la fantasia non è una dote apprezzata dal signor Locke, che richiama all’ordine January. Lei è sicura di non esserselo immaginato, ma quando riesce a tornare da sola alla porta, trova solo un cumulo di carbone. Delusa, decide di compiacere il suo protettore e restarsene buona nel chiuso di villa Locke, in attesa dei rari ritorni del padre e di essere abbastanza grande perché lui possa mantenere la promessa di portarla con sé in uno dei suoi viaggi. Il giorno prima del suo sedicesimo compleanno le giunge però la notizia della morte del padre. January si sente in gabbia, sola, uno dei tanti pezzi unici della collezione del signor Locke, destinato a rimanere dietro una vetrina. Ma villa Locke è piena di porte e, proprio quando ne ha più bisogno, January trova anche uno strano libro. Il volume sembra un trattato ma presto inizia a raccontare le esplorazioni di una straordinaria donna attraverso migliaia di Porte e altrettanti mondi. Procedere in quella lettura diventa vitale per January e la spinge a credere alla possibilità che tutte le storie che ha letto e sentito possano essere vere, che il mondo sia pieno di magia e che lei stessa, se ci crede davvero, possa fuggire e diventare una chiave capace di aprire tutti i mondi che vorrà…

Il libro in sé, come oggetto, è una Porta, di quelle con la lettera maiuscola che January troverà nel suo percorso: una soglia che collega un qui e un altrove, che riempie l’ordinario di straordinario. E Le diecimila porte di January assume esplicitamente l’aspetto di una porta fin dalla copertina, presentando al centro un grosso pomello dorato circondato dal motivo floreale che riempie poi i fogli di guardia. Un oggetto-libro curato e con vari interventi decorativi, come il taglio delle pagine, colorato di giallo, che lo rende un pezzo da collezionare. Romanzo d’esordio di Alix E. Harrow, Le diecimila porte di January lascia il segno e non può non piacere a chi ama le storie e il potere che la lettura ha di aprire le porte di altri mondi. Oltre a raccontare le vite avventurose di January, Yule, Adelaide, Jane, questo romanzo ci porta all’origine di tutte le storie. Ci immerge in un tessuto di miti, leggende, superstizioni, racconti tra cui un giorno abbiamo trovato la Porta che ci ha iniziati al mistero della lettura e ci ha condotti in quel mare di possibilità in cui abbiamo trovato qualcosa che poi non abbiamo mai smesso di cercare in tutti i libri successivi: noi stessi. Anche Alix E. Harrow ha continuato a cercare sempre altri mondi, fino ad arrivare a scrivere il suo, e per questo ringrazia la sua famiglia: “A mia madre, per averci dato diecimila mondi tra cui scegliere: la Terra di Mezzo e Narnia, Tortall e Hyrule, Barrayar, Jeep e Pern – e ai miei fratelli per averli esplorati con me. A mio padre, per aver creduto che potessimo costruirci un mondo tutto nostro”.