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Le donne dell’Orchestra Rossa

Le donne dell’Orchestra Rossa

Non è quella la vera Germania, quella costruita ad immagine e somiglianza dei nazisti, non è la vera Germania quella che vede le donne schiette e indipendenti come l’ennesima categoria di indesiderabili. Rote Kapelle, è come li chiamano i nazisti. Orchestra Rossa, per via della musica illegale che trasmettono ai nemici del Reich, una rete di scrittori, insegnanti, economisti, burocrati, impiegati, operai, persone comuni, parte di una Germania diversa, la Germania che un tempo aveva accolto Mildred Fish. La Germania pittoresca che sarebbe stata la sua nuova casa, la sua Germania nobilitata che Greta Lorke riteneva essere frutto della poesia, dei romanzi, delle fiabe, frutto insomma dell’idealizzazione di una donna nata in America, non in Germania, non come Greta, di Francoforte sull’Oder. Lei conosce la Germania che le ha insegnato ad essere grata per quel che ha e a provare compassione per tante persone meno fortunate... la sua Germania non si sarebbe lasciata abbindolare da un uomo chiassoso e arrabbiato, non avrebbe ascoltato le sue promesse di prosperità e vendetta verso i nemici della patria. Come possono i nazisti aver ottenuto tanti consensi dalle elezioni del 14 settembre. “Come si può votare per il partito di Adolf Hitler?”. A Sara Weitz vengono in mente ai suoi compagni, la paura del futuro, il rischio di non trovare lavoro. Le persone sono in difficoltà e quella è l’unica spiegazione che riesce a trovare...

Jennifer Chiaverini con Le donne dell’orchestra rossa riesce ad esprimere a pieno quello che è il problematico rapporto tra patria e cittadino, soprattutto quando a fare da sfondo è un periodo storico tanto complesso quanto drammatico come la seconda guerra mondiale. Gli eventi, che vanno dal 1929 al 1946, vedono le donne avere il monopolio narrativo e sviluppare quel discorso fatto di amore, libertà e, soprattutto, resistenza, che già dalle prime pagine risulta essere il motivo trainante dell’intera vicenda, a cui l’aspetto storico si lega così profondamente ai personaggi e alla trama da distinguere Le donne dell’orchestra rossa da molti altri romanzi storici in cui il focus segue troppo spesso i singoli tralasciando l’insieme, o vice versa. Qui i due elementi sono perfettamente bilanciati e l’autrice riesce, non senza sforzi, a inquadrare la Germania del tempo e i suoi cittadini nella grande celebrazione di donne temerarie che hanno investito tutto affinché sulla terra non trionfasse il male. Le donne dell’orchestra rossa non è un romanzo che si legge facilmente né tanto meno è un romanzo capace di vantare una prosa scorrevole e leggera, sicuramente affascinante e minuziosa ma purtroppo un po’ troppo fiacca e densa per un romanzo struggente e ricco come questo, non adatto a chi cerca una lettura semplice e ricreativa, ma perfetto per chi invece invoca un romanzo storico che sia in grado di raccontare un periodo buio, come quello della dittatura nazista, con sguardo attento, meticoloso ma soprattutto innovativo, comunque una lettura valida e interessante.