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Le età di Lulù

Le età di Lulù

Lulù, adolescente di buona famiglia scopre la masturbazione dopo il prezioso suggerimento della sua più scafata amica Susana, grazie ad un flauto dolce: l’esperienza non è un granché e la ragazzina, che credeva di essere sola in casa, viene, invece, maldestramente scoperta da una delle sue sorelle. La “notizia” fa il giro della casa e finisce per arrivare anche a Marcelo, l’amato fratello maggiore di Lulù che nutre per la sorellina una attrazione ai limiti del lecito. La ragazza, abbandonata la strada degli strumenti a fiato, viene iniziata ad un erotismo torbido e coinvolgente dal maturo Pablo, un intellettuale amico di Marcelo, che seduce Lulù durante una serata fatta di dolcezza e perversione. L’amore viaggia di pari passo con il sesso per la sfrenata ragazza che una volta diventata grande sposa il suo Pablo e con lui comincia una serie di incontri erotici durante i quali la coppia fa la conoscenza del transessuale Ely. Lulù, però, in questa frenesia libertina si accorge che il rapporto con suo marito la condiziona e paradossalmente la limita tanto che decide di lasciarlo e dedicarsi da sola alla ricerca del piacere: una ricerca frenetica che la spinge a provare sensazioni sempre più forti, come quella in un club per gay, che rischiano, però, di trascinarla verso la distruzione: fortunatamente Pablo corre in aiuto di Lulù e con il suo abbraccio “paterno” è lì pronto a salvarla e ricomninciare il gioco...

La discesa gli inferi – o l’ascesa in paradiso, quello dipende dai punti di vista – di una donna curiosa e disinibita che ha deciso di trasformare l’erotismo in un mezzo di conoscenza e esplorazione di se stessa e dei propri limiti. La Spagna franchista, conservatrice e tradizionalista, fa da sfondo ad una vicenda eplicita che pur mettendo in scena tutta la gamma possibile, e più o meno lecita, dell’erotismo, dal sesso orale al sadomaso, dai triangoli ai transex passando per la relazione incestuosa, riesce a parlare anche d’amore. L’amore per la vita e per la libertà è il vero protagonista di questo romanzo, l’amore che non è solo quello di una donna che vuole autodeterminarsi ma di un intero Paese affamato di cambiamento e indipendenza. Lulù è un po’ la figlioccia di De Sade, incarna le fantasie erotiche più oscene ma con tale naturalezza da sembrare i sogni di una bambina curiosa e innocente. La vera abilità della Grandes sta nel presentare anche le situazioni più scabrose finalizzate comunque ad un climax esistenziale e non al puro piacere. In tempi di “bunga-bunga” ed “escort a gogò” l’erotismo che trabocca, e appiccica come miele, da questo romanzo, in apparenza duro ma essenzialmente puro, può considerarsi come una vera e propria boccata d’aria fresca, un antidoto contro la volgarità di certi detestabili modi di intendere il sesso, e la sessualità, femminile. Dopo la lettura di queste pagine intense, perverse ma mai volgari, si consiglia, a degno corollario, la visione dell’omonimo film di Bigas Luna: la pellicola del 1990 in cui una conturbante Francesca Neri si cala perfettamente nel febbrile e voglioso corpo dell’eroina-libertina che è la vera antitesi della donna oggetto.