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Le fiamme

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Vienna, maggio 1968. Eva lavora come commessa in un negozio di libri di seconda mano. A pranzo, in un caffè lì vicino, ha litigato col suo uomo. Un incontro per programmare il futuro insieme si è trasformato in una lite con una serie di recriminazioni. Lei se n’è andata di corsa e lui non ha neanche provato a trattenerla. È a questo che Eva ripensa mentre pedala distratta verso casa, lungo la stradina del quartiere residenziale di Hietzing dove abita. Succede tutto in un attimo. Una donna anziana coi capelli bianchi le si para davanti sbucando da due auto parcheggiate e, inevitabilmente, si scontrano volando a terra. Eva si alza ha del sangue in bocca e sulle nocche e il suo vestito di velluto è strappato. Non vede niente, recupera gli occhiali che le sono caduti, hanno una lente rotta. Mette a fuoco e vede l’anziana stesa a terra, non si muove. Eva cerca di parlarle per sincerarsi di come sta e si scusa per l’accaduto. Osserva il viso dell’anziana signora: zigomi alti, occhiaie profonde, capelli chiari. Del sangue le cola dalla fronte. Ha gli abiti laceri, le scarpe consumate e le unghie con i bordi neri. Tutto il suo corpo denota trascuratezza e miseria. Chiama aiuto, ma nessuno risponde e minaccia pure pioggia. La borsa dell’anziana si è strappata con la caduta e le sue cose sono sparpagliate a terra. Eva cerca un documento per sapere chi è. Trova un fascio di lettere dall’inchiostro ormai sbiadito, legate con un nastro. C’è un nome, Edith, sarà il suo? Eva la chiama e l’anziana di botto si sveglia ruggendole contro. Non vuole essere aiutata. Inizia a parlare in modo sconnesso, fissa il manifesto di una mostra di Egon Schiele affisso ad un muro imbiancato e dice: “Sono cinquant’anni che la cerco, ho settantotto anni e ho perso tutto e non posso perdere anche lei. Non abbiamo fatto neanche la pace”. Eva continua a non capire. Intanto arriva l’ambulanza a portare via la recalcitrante signora, che con le ultime forze indica ancora il manifesto. Eva si sente sollevata, ma qualcosa la turba profondamente. Chi è quella donna? Recupera la bicicletta e a terra tra i cespugli qualcosa manda un bagliore. Si china e raccoglie una collana lunga, antica, che ha come ciondolo una fede. All’interno ci sono incise due iniziali E, E. Oppure E, A infatti la seconda lettera non è chiara sembra stata modificata con qualche cosa di appuntito. La collana appartiene all’anziana signora. Eva non riesce a togliersi dalla mente l’immagine estasiata dell’anziana quando si era portata l’anello alle labbra qualche minuto prima. Deve restituirla a quella donna, che in realtà si chiama Adele Harms…

Sophie Haidock con Le fiamme ci offre una biografia romanzata delle quattro donne e muse che hanno amato e ispirato Egon Schiele. Con il suo stile gradevole e lineare, è un libro di curioso intrattenimento, che spinge ad approfondire senza avere la pretesa di soddisfare i più informati o gli addetti ai lavori. Il libro è ambientato a Vienna tra XIX e XX secolo. La città è in quegli anni la culla della Secessione e delle idee più rivoluzionarie, tutto sembra essere possibile. È qui che Schiele si impone, prima come pupillo del maestro Gustav Klimt, poi come figura autonoma e controversa. Le voci e le calunnie intorno all'artista sono sempre più frequenti, soprattutto dopo la notizia che a essere scelta come modella di uno dei suoi quadri è la sorellina di quindici anni, Gertrude, giovanissima e ritratta seminuda. I capitoli de Le fiamme romanzano la vita delle quattro modelle preferite di Egon Schiele, separate da brevi interludi che raccontano l’esito di questa storia, avvenuto nel 1968. Rielaborando eventi realmente accaduti e aggiungendo alla storia espedienti narrativi fittizi, Sophie Haydock segue gli sviluppi dei legami tormentati tra Egon Schiele e sua sorella Gertie, la loro infanzia trascorsa per lo più isolati dagli altri bambini. Forse è anche per questo che stringono un legame straordinariamente forte, a tratti morboso. La prima musa del romanzo è Adele Harms, che ama la bellezza, il lusso e vive per il teatro. È snob, arrogante, bugiarda e manipolatrice. Il suo passatempo preferito è spiare i vicini dalla finestra: è così che incontra Egon, che sta traslocando nella palazzina di fronte alla sua dimora. La sua infatuazione cresce fino a diventare una vera e propria ossessione. Un altro capitolo è dedicato a Wally, Walpurga Neuzil, modella prima per Gustav Klimt poi per Schiele. Una ragazza di umili origini, che si ingegna per portare qualche soldo alla madre e alle sorelle. Lei che ha conosciuto i lati più aspri della vita, ha cercato di mantenere comunque la sua rispettabilità. È arguta, sebbene analfabeta, ma anche lei finisce nella trappola del fascino di Egon Schiele. Infine, è descritta la vita di Edith Harms, sorella di Adele. Il suo rapporto con Egon è descritto come felice, sebbene problematico. Non ama posare per lui, a differenza delle altre ed è turbata dalla sensualità provocatoria della sua arte. Quattro figure diversissime tra loro, passionali ma soprattutto determinate, a conservare la loro autonomia pur stando a fianco di uno degli artisti più controversi e carismatici di sempre. Gran parte della produzione di Egon Schiele è incentrata sul complesso rapporto con il genere femminile. Basta dare uno sguardo ai numerosi ritratti di donne creati nel corso della sua carriera per accorgersi delle tensioni vissute dall'artista nei confronti delle muse al centro delle sue tele. I corpi femminili sono raffigurati con tratto spigoloso e sofferto. I suoi quadri diventano, più che mai, il canale per veicolare disagi interiori e pulsioni sentimentali irrisolte.