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Le gazze ladre

Le gazze ladre

1944, domenica 28 maggio, piazza di Sante-Cécile a Reims. Il maggiore britannico Felicity “Flick” Clairet osserva l’antico castello che ospita la centrale telefonica che collega la Francia con Berlino. Centro nevralgico per lo scambio di informazioni basilari per i piani nazisti. Flick, nome in codice Pantera, fa parte formalmente della First Aid Nursing Yeomanry, composta da donne, ma in realtà è membro del SOE (Special Operations Executive), organizzazione segreta impegnata in azioni di sabotaggio dietro le linee nemiche. Prima di dedicarsi alle missioni più rischiose ha collaborato come corriere, rinunciando all’insegnamento dopo gli studi a Oxford. Al suo fianco il marito Michel, membro del nucleo locale di resistenza, nome in codice Monet. La comune lotta li unisce, ma il loro rapporto è da tempo cambiato, Michel è distante e Flick teme abbia una giovane amante francese. Nonostante i sospetti e la paura di perderlo non ha tempo per rimuginare, deve restare concentrata, il piano ideato contro i tedeschi deve essere portato a termine e il castello attaccato su due fronti. A tormentarla subentrano i dubbi sul numero reale di SS all’interno della struttura, le informazioni che le sono state fornite dall’Inghilterra non coincidono con quelle raccolte direttamente dalla loro agente francese. Se i soldati all’interno sono più numerosi di loro il rischio di fallire aumenta. Nella piazza la gente sembra impegnata nelle proprie faccende, i membri della Resistenza si confondono con le persone comuni, pronti a entrare in azione. Flick è colta di sorpresa da un uomo che le chiede di scattare una foto a lui e alla compagna. È difficile dissimulare lo stato d’allerta che la pervade, ma comportarsi in modo normale è la cosa migliore per non attirare l’attenzione. Eppure lo sguardo di quell’uomo e il suo atteggiamento la colpiscono e anche per Dieter Franck non è un incontro che passa senza lasciare il segno...

“Senti, ci sono mille cose che potrebbero andare storte, ma che importanza ha? L’operazione è a basso costo e rischiamo la vita di persone che in questo momento non contribuiscono comunque allo sforzo bellico. Cos’abbiamo da perdere?”. Bastano poche parole per inquadrare il personaggio di Flick, l’eroina creata da Ken Follett per questo suo romanzo pubblicato nel 2001, che fonde avventura, guerra e spionaggio al femminile. Una giovane donna che rinuncia alla carriera come insegnante, perché il mondo ha bisogno di lei per impedire ai tedeschi di avere il sopravvento. Cinica o disperata, forse entrambe, è questo il momento storico che mette a nudo i lati più forti, spietati e le fragilità delle persone, portando spesso al sacrificio della vita stessa. A Flick si contrappone l’affascinante Dieter Franck, nazista devoto alla causa, maestro negli interrogatori, ma poco a suo agio con la tortura (specialmente sulle prigioniere, meglio blandirle per farsi raccontare tutto). Follett ricostruisce nel dettaglio le atmosfere e l’ambientazione della guerra, l’occupazione dei nazisti in Francia, l’ambiguità della popolazione, i rischi e i tentativi della Resistenza nell’opporsi al nemico. Nel caratterizzare i suoi personaggi, soprattutto i due volitivi protagonisti, si prende le dovute licenze. Dieter e Flick sono fin troppo perfetti nel ruolo che l’autore ha creato per loro, sopra le righe e a tratti poco credibili, ma danno alla narrazione il giusto slancio per tenere il lettore sulle spine, in attesa di scoprire chi prevarrà, chi avrà l’intuizione decisiva, il fiuto più fino. L’opera è dedicata alle 50 donne realmente attive in azioni di spionaggio e sabotaggio durante la guerra, chiamate appunto “gazze ladre”, di queste solo 36 sopravvissero al conflitto. A questo romanzo segue Il volo del calabrone, dedicato ancora alla Resistenza, stavolta danese, contro i nazisti, tema caro all’autore.