Gervais non avrebbe mai dimenticato quella notte fredda in cui la sua vita sarebbe cambiata per sempre, ancora una volta. Aveva visto la morte fissarlo con gli occhi dei carcerieri dello stalag dove era prigioniero con altre anime perdute, aveva colto l’unica occasione insieme al suo fedele amico Bernard e senza pensarci era scappato, senza un piano, senza un rifugio, animato solo dall’energia della disperazione. Poi Bernard era morto sotto quel treno, e lui si era ritrovato in mano due vite anziché una sola. La scelta era venuta da sé, e dopo un viaggio interminabile aveva bussato a casa di Helene, il vecchio amore di Bernard, spacciandosi per lui. È il 1941, Lione è funestata dalla guerra che infuria in tutta l’Europa, il tempo trascorso è come una patina che copre i ricordi e la memoria dei visi, a loro volta segnati dalle brutture del conflitto, ed è sufficiente una vaga somiglianza per rendere credibile anche una bugia di quelle proporzioni. Helen accoglie Gervais/Bernard nella sua casa calda, confortevole e borghese. Insieme a sua sorella Agnes lo proteggono dai rastrellamenti e gli offrono un riparo dai venti di guerra che ancora soffiano impetuosi. Ma dietro l’apparente tranquillità di quella casa si nascondono dinamiche diaboliche di cui Gervais si rende conto ben presto, e suo malgrado inizia a farne parte. Tra le due sorelle esiste una dissimulata conflittualità che crea una tensione a volte talmente forte da essere palpabile, e ben presto lui ne diventa l’epicentro. Il rifugio assume lentamente le sembianze di una trappola, ma la fuga si rivela assai più difficile del previsto…

Le lupe è un piccolo gioiellino scritto a quattro mani dagli autori Pierre Boileau e Thomas Narcejac; un thriller psicologico sottile e arguto, tutto giocato sull’insostenibile suspense dell’attesa di un rovescio imminente, dilatato e ritardato sino all’esplosione finale. Boileau e Narcejac sono abilissimi nel creare atmosfere tese e ricche di allusioni e non detti, anche grazie al sapiente uso del punto di vista nonché voce narrante del protagonista Bernard, alias Gervais, impostore ben presto tramutato in vittima da eventi incontrollabili, preso in una ragnatela fatta di passioni mal gestite e sospetti che non tardano a sfociare in paranoie. L’habitat creato delle due sorelle - Helen e Agnes - in apparenza sereno e idilliaco, si rivela pagina dopo pagina non meno afflittivo, sul piano psicologico, di quanto il campo di concentramento lo era dal punto di vista fisico, e il finto Bernard si scopre beffato nell’essere prigioniero due volte proprio quando pensava di avere finalmente conquistato la tanta agognata libertà. Il romanzo è scorrevolissimo, graziato da una scrittura piacevole e da un incedere di avvenimenti che tiene il lettore continuamente sotto pressione, invogliandolo ad andare avanti e creando atmosfere tese e rarefatte in cui è naturale abbandonarsi.