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Le memorie di Sven Stoccolma

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Sven Ormson nasce a Stoccolma in una famiglia povera. Non appena raggiunta l’età per farlo, comincia a lavorare in fabbrica insieme alla sorella ma trova subito l’ambiente piuttosto opprimente. Non sopporta il fetore, il frastuono incessante e il fatto di dover per forza di cose interagire con le altre persone. L’unica via di fuga da una vita di completa alienazione è rappresentata dai libri, in particolare quelli che parlano dei grandi viaggi di esplorazione del circolo polare e di figure circondate da un alone di eroismo come Fridtjof Nansen, Salomon Andrée e Roald Amundsen. Dopo essersi reso conto che la sorella minore Olga non è in grado di badare da sola a Wilmer e Helga, i figli che ha avuto con il marito Arvid, Sven si trasferisce nella loro casa per fare da tata ai due bambini. Quando Wilmer comincia a frequentare la scuola, Sven sviluppa un particolare legame con Helga. La situazione però è precaria e destinata a terminare il giorno in cui anche la bambina andrà a scuola, ma Sven non sa prendere una decisione: non ha nessuna voglia di tornare a fare l’operaio a Stoccolma ma sa che non può nemmeno continuare a sfruttare la generosa ospitalità del cognato. A trovare la soluzione è proprio Olga, che prospetta al fratello la possibilità di trovare un impiego presso una società mineraria con sede a Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbard. Si tratta di un lavoro temporaneo che darebbe a Sven l’opportunità di andare in un luogo che lo ha sempre affascinato e chissà, nel tempo libero potrebbe anche dedicarsi a qualcuna delle esplorazioni che fino a quel momento si è limitato a vivere nella sua fantasia…

Le Memorie di Sven Stoccolma è il romanzo d’esordio di Nathaniel Ian Miller, salutato da un grande successo negli Stati Uniti e ben presto tradotto in tutti i principali paesi europei. Il personaggio del protagonista è ispirato a un vero cacciatore di Spitsbergen, più volte citato nel libro di Christian Ritter Una donna nella notte polare (1938). Apparentemente, quella di Sven Stoccolma è una vita che non sembrerebbe offrire materiale per un romanzo di avventura. Già per naturale inclinazione poco portato a interagire con le altre persone, Sven si troverà infatti a finire vittima di un terribile incidente in miniera che favorirà ancora di più la sua tendenza all’isolamento. Eppure, anche nell’ambiente ostile delle Svalbard e pur con tutte le difficoltà del caso, Sven riuscirà a consolidare una serie di rapporti umani profondi con una serie di personaggi indimenticabili, dalla nipote Olga al geologo scozzese Charles McIntyre, dal taciturno cacciatore finlandese Tapio alla giovane russa Ludmilla. Tutte figure dai tratti aspri, a volte duri come l’ambiente nel quale si muovono, a volte capaci di incredibili slanci di umanità. A parte questa cerchia ristretta, la vita di Sven si svolge per larghi tratti nella più completa solitudine, in una dimensione per certi versi isolata dalle grandi vicende della Storia ma comunque densa di avvenimenti e significati. Certo non saranno le imprese e gli intrighi che troviamo nelle vicende dei personaggi famosi, ma anche nelle memorie di Sven troviamo una dimensione avventurosa: la continua avventura di un uomo che non è per nulla disposto ad arrendersi anche nelle circostanze ambientali più impervie e che in questa forma estrema di resistenza trova il senso profondo della propria vita.