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Le mille strade per Buenos Aires

Le mille strade per Buenos Aires

Dieci bocche da sfamare: otto figli, mamma e papà. E la preghiera che il Signore provveda a coloro che non hanno nulla da mangiare. Purtroppo però quello che il Signore gli ha dato non basta neanche per loro e quella preghiera di provvedere ad altri diventa assurda, soprattutto quando la mamma è costretta a far finta di non avere fame per lasciare il cibo ai propri figli. Rosario ricorda ancora l’ultima volta che la mano gelida di suo padre strinse il suo piccolo polso. La mano di suo padre era sempre gelida, ma quella era una freddezza diversa. Era la freddezza di chi ha paura. È lunedì 14 aprile 1941 e San Juan si prepara a onorare il santo patrono con la colazione comunitaria; la radio a tutto volume invita la cittadinanza a partecipare alla festa. Pilar, sua sorella maggiore, le ha lasciato il vestito da indossare sulla sedia a dondolo su cui ha giocato tante volte al terremoto con i suoi fratelli. Rosario lo indossa e, benché abbia bisogno di aiuto per annodare il fiocco, preferisce arrangiarsi per non sentire le urla di sua madre arrabbiata perché non è ancora pronta. Ma questa volta la mamma non si arrabbia: piange e l’abbraccia, indifferente al ritardo. Ci pensa suo padre a interrompere bruscamente il momento insolito. Il suo orologio parla chiaro, “Stanno arrivando”...

La povertà, l’abbandono, la fuga, il desiderio di essere libera e felice, la volontà fortissima di ritrovare la propria famiglia e di rimetterne insieme i cocci. Ecco alcuni dei temi che popolano Le mille strade di Buenos Aires, un bellissimo romanzo d’impatto che ci mette di fronte alla realtà di vite sfortunate e sofferenti. Rosario è una donna buona, vuole bene alla sua famiglia, a cui è legatissima, eppure il destino cattivo non le risparmia esperienze difficili, persino crudeli, sin da quando è bambina. Crudele è diventare schiavi di padroni insensibili, crudele è dover lasciare casa perché non si è ben accolti, crudele è dover rinunciare ai propri figli perché mancano i soldi per nutrirli tutti. Con sensibilità lessicale e psicologica, ma soprattutto con una grande forza narrativa - efficacissimo è l’incipit, travolgente e angosciante - Valeria Provenzano ritrae una donna dalle energie fisiche ed emotive inesauribili che pur soffrendo riesce a far fronte alle situazioni più complicate senza perdere mai la propria bontà e umanità. Una storia commovente che dà voce a una vita reale e che Valeria Provenzano, giovane scrittrice venezuelana al suo esordio letterario, riesce a restituire sulla pagina in tutta la sua completezza emotiva e psicologica.