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Le nuove avventure di Don Giovanni

Le nuove avventure di Don Giovanni

In molti sono a ignorare il fatto che il celebre Don Giovanni della letteratura e della musica è diventato un impenitente, leggendario donnaiolo per via di una cocente delusione d’amore. A provocarla è una capricciosa donna di Siviglia di cui Giovanni Tenorio, ai tempi dell’adolescenza, si innamora. La giovane si chiama Pilar Alvarez, è alta e snella e ha profondi occhi scuri e lunghi capelli corvini. Oltre a Giovanni, a farle la corte c’è anche lo sfacciato e nerboruto moro Osman di Kefe che la corteggia con metodi spicci e volgari. Pilar inizialmente sembra preferire l’approccio più sofisticato di Giovanni ma, in seguito a una sua défaillance tra le lenzuola, sceglie di buttarsi tra le braccia del saraceno. Nascono quattro gemelli, ma Osman decide di abbandonare la giovane. Da questo momento Giovanni realizza che soffrire per amore non serve a nulla e che anzi, per ripicca, deve essere lui a fare soffrire le donne. Il giovane però muore prematuramente anche se presto scopre che si è trattato di un errore delle Moire a cui hanno deciso di porre rimedio. Atropo è infatti inciampata e ha reciso il filo della vita di Don Giovanni per sbaglio ma Cloto e Lachesi hanno deciso di riaccomodarlo. Per rabberciarlo però hanno utilizzato l’arcolaio di un altro secolo. Giovanni Tenorio si ritrova quindi a vivere negli anni Duemila, con la sua immutata volontà di sedurre prima e far soffrire poi tutte le donne che gli capitino a tiro...

Pier Francesco Grasselli è un giovane scrittore reggiano che ha già ben venti opere all’attivo, tra cui la cosiddetta trilogia “maledetta” composta dai romanzi L’ultimo Cuba Libre del 2006, All’inferno ci vado in Porsche del 2007 e Vivere da morire del 2010 e altre opere irriverenti come Ho scaricato Miss Italia e Tromba Daria. Il romanzo in questione, seguito diretto di Don Giovanni all’inferno, è dedicato alla figura del leggendario libertino che si ritrova ai giorni nostri e viaggia per l’Europa in cerca di conquiste, passando anche da Reggio Emilia. Le varie imprese erotiche del Don Giovanni sono tutte raccontate in forma di capitoli brevi e sketch à la Barone di Münchhausen. La narrazione è veloce e immediata e il linguaggio un po’ spinto ma ironico (fico-sofia, c’è fica oltre la morte), con situazioni al limite come quella della teutonica Inga e la cura per il suo strabismo di Venere. La lettura comunque scorre rapida e indolore, strappando qua e là qualche sorriso. Il volume è arricchito dalle belle illustrazioni di Silvano Scolari.