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Le pietre nere

Le pietre nere

Al compimento dei 15 anni, i ragazzi sono chiamati a salire sulla Torre. I più muoiono dopo pochi giorni, precipitando nel vuoto. Da generazioni, i cavatori lavorano interrottamente allo scopo di innalzare le mura della Torre sempre di più. La mattina estraggono dalla cava i blocchi neri e il resto della giornata le gru azionate da cavalli le trasportano ai piani alti, in attesa di essere collocate. Ogni giorno i cavatori respirano polvere, da generazioni. Dolon porta il nome del cavatore che ha inventato il sistema delle gru. È un segno: tra poco compirà 15 anni e sarà il miglior lavoratore della Torre. Il gemello Omar, invece, sembra non pensarci. Lui preferisce di gran lunga i giardini, destinati alle donne. Ama la natura, gli animali e, più dell’alta Torre, sogna di scoprire dove nidificano le rondini. La mattina in cui Dolon trova un bracciale d’oro sulla strada che porta alla cava, il mondo cambia prospettiva. Il suo sguardo non è più rivolto unicamente verso l’alto, ma si sposta tra la gente che lo circonda. È così che si innamora della misteriosa proprietaria del gioiello: la figlia di un mercante, abitante del villaggio vicino, verso il quale i cavatori nutrono diffidenza. L’amore sembra trasformare il suo cuore, già destinato alla gelida pietra nera. Il primo a essere chiamato a salire sulla Torre però è Omar. Proprio lui, che ama vivere a terra. Dolon, nel tentativo di seguirlo e proteggerlo, comprende che l’oscura costruzione contiene un segreto dal quale né mercanti né cavatori sono al sicuro. La strada per la risposta punta a Nord: terre inesplorate frutto di storie spaventose. Dolon e la sua fidata alleata, cresciuti improvvisamente, decidono di intraprendere un viaggio che li porterà lontano da casa e da ciò che hanno sempre conosciuto. Disposti a pagare un prezzo ben più alto della Torre...

Guus Kuijer, nato ad Amsterdam, è celebre per la serie di Polleke e Il libro di tutte le cose. Le pietre nere è un distopico per i ragazzi più coraggiosi. Pur essendo pensato per un pubblico giovane, il romanzo è pregno di significato e di un’atmosfera ben più cupa di quella che ci si aspetta per questo target. Le prime pagine trasmettono tutto lo sconforto dei cavatori che, come a Babele, lavorano ininterrottamente alla costruzione e alla manutenzione della Torre senza conoscerne la reale funzione. Le donne sono invece figure quasi dimenticate, incaricate di prendersi cura degli aridi giardini che circondano la costruzione. Lavori pesanti e infiniti, senza nessun perché. Già dalle prime pagine emergono perciò due importanti tematiche sociali: lo sfruttamento lavorativo e la condizione di disparità femminile. Gran parte dei misteri legati alla Torre provengono da un misterioso Nord, che si delinea come un luogo inospitale, freddo e popolato da bruti. Anche in questo caso la stoccata va alla società contemporanea, nella quale i popoli del Nord tentano di imporsi su quelli del Sud del mondo. A tutto questo, si aggiunge la componente emotiva legata al rapporto che lega i gemelli Omar e Dolon. I due giovani sono facce opposte della stessa moneta che, una volta fatta roteare in aria, quasi confonde le figure ai due lati. Dolon sogna di lavorare in cima alla torre, mentre Omar ama la natura e la terra. Al compimento dei tanto attesi 15 anni ecco che la moneta inizia a roteare: Omar viene chiamato alla torre e Dolon deve compiere un viaggio avventuroso per salvare il fratello. La scrittura di Guus Kuijer risulta così ricca di diversi livelli di lettura e interpretazione che si può quindi tranquillamente affermare che il romanzo è sia per ragazzi che per adulti. Una distopia che parla perfettamente al mondo odierno.