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Le poesie dell’Oca Loca

Le poesie dell’Oca Loca

“L’oca Loca suona l’ocarina, / e preferisce il lago alla piscina. // Questo è suo marito l’Oco, / di mestiere capocuoco //. Quando l’ocarina infuoca, / con la voce roca roca, / di armonia ce n’è ben poca”. Venticinque poesie compongono questo libro illustrato, oltre a quella eponima dal tragico finale in cui l’Oca, con venti bocche da sfamare nate dal suo fare “uova a più non posso”, perde la pazienza e impazzisce. Il gioco e l’umorismo sono la nota comune di tutti questi componimenti, specie quelli subito a seguire, che descrivono come si disegnano una signora, un signore, un bambino, un gatto, un pulcino, una balena, un castello, un eschimese e così via, fino ad arrivare a disegnare perfino una tempesta (“Che funesta è la tempesta /... - Che zittisce la tivù. / Che zittisce la foresta...”) e, sempre più difficile, un paesaggio, ricco di vita umana, vegetale, animale e soprattutto di colori. “...verde il pino / il lago blu, / - ci si specchia il cielo, ti specchi tu - / la mucca color mucca, / di color grigio il coniglio, / [...] non hai limiti sui fiori”. Concludono il mirabolante florilegio poetico la sardina Fiorentina - che “appoggiata / al suo corallo / suona e suona / l’ocarina / con la vita che sprofonda” - e il surreale dialogo della bambina e di “Giunchiglia la conchiglia [...] che meraviglia, / sparisce in un battito di ciglia”...

Le poesie dell’Oca Loca, che ricordano per alcuni tratti Toti Scialoja e per altri il García Lorca più incantato e fantastico, uscirono in Spagna quarantacinque anni fa, eppure non hanno perso nulla della nativa verve, né della capacità di divertire i lettori, aprendo loro spazi, visioni e inviti ad assaporare le parole in tutta la loro musicalità e in tutte le loro possibilità reali e fantastiche. Gloria Fuertes (Madrid 1917-1998), poetessa e scrittrice, si caratterizza per una scrittura colloquiale, semplice e frizzante, ricca di giochi verbali, ma non priva di suggerimenti a riflettere e di allusioni a temi sociali. Quest’ultimo elemento derivò forse anche dalle sue origini modeste, la mamma era sarta e il papà portinaio, e dalla sua indole fantasiosa e sognatrice. Gloria dedicò molta parte della sua opera, fresca, colorata e musicale ai bambini. Le poesie dell’Oca Loca escono ora per la prima volta in Italia, a cura di Federico Martin e Antonio Rubio, nella traduzione degli studenti della laurea magistrale in Specialized Traduction dell’Università di Bologna, coordinati dalla professoressa Gloria Bazzocchi. Le accompagnano le magistrali illustrazioni di Miguel Ángel Pacheco, che condivise nel 1976 con Gloria Fuertes la partecipazione ad un programma televisivo per bambini, nel quale lei leggeva “pillole di poesia” che lui le illustrava in bianco e nero. Le illustrazioni ora qui nel libro sono a colori. Non perdetele!