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Le prime luci del mattino

Le prime luci del mattino

3 gennaio: Elena annota sul suo diario il sogno della notte precedente. È ancora sconvolta. Ha sognato un uomo bellissimo che, appena uscito dalla doccia e avvolto in un accappatoio, la invitava a cena. Lei, nel suo sogno, era assolutamente consapevole che quello sconosciuto non fosse suo marito Paolo, ma aveva lo stesso voglia di uscire con lui. Elena è sempre più turbata. Il suo rapporto con Paolo è definitivamente in crisi. Sognava di passare la vita con lui, sognava una vita diversa, un rapporto di coppia più dinamico, vivo, intenso. Eppure ha sempre amato Paolo. Ora gli pare distante anni luce da lei. Una sera, durante un aperitivo con una amica, un uomo la guarda intensamente. Elena sa che sta accadendo… dopo anni qualcuno la trova attraente e seducente. Prova a resistere alle avances dell’uomo, ma sarà trascinata in un vortice di passione, perdendo totalmente ogni controllo…

Fabio Volo, che non ha bisogno di presentazioni, si cimenta qui in un romanzo un po’ diverso da quelli a cui ci aveva abituato, mettendo al centro una protagonista femminile e provando a guardare il mondo con gli occhi di una donna. Edito nel 2011, quando in tutta Europa il tormentone Cinquanta sfumature di grigio era già esploso (solo in Italia sarebbe arrivato l’anno seguente), il romanzo strizza molto l’occhio al romance erotico. La sua protagonista scoprirà il sesso extraconiugale, si spingerà oltre i limiti dei “benpensanti” lasciandosi plasmare dal suo amante. La scrittura, al solito, è paratattica, semplice, scorrevole e allo stesso tempo piatta. Le descrizioni di sesso “estremo” sono banali esattamente come il sesso stesso descritto: inutile fingere questa patina di “perbenismo”, basta una ricerca molto semplice sul web per avere un’idea un po’ più composita almeno del mondo che ci circonda. Il romanzo è noioso, scialbo. Se nelle intenzioni dell’autore le scene di sesso avrebbero dovuto dare quel tocco in più, l’obiettivo è fallito del tutto: sono probabilmente le scene più scontate e noiose. A metà libro, il lettore sa già esattamente come andrà a finire. Vivranno, come in tutti i romanzi di Volo, tutti felici e contenti. In un certo senso, meno male.