Salta al contenuto principale

Le quattro donne di Istanbul

lequattrodonnediistanbul

Istanbul, gennaio 2016. La Turchia è cambiata. Non è più il Paese pieno di entusiasmo per la neonata Repubblica che negli anni Trenta aveva accolto centinaia di tedeschi costretti a scappare dalla follia nazista. La famiglia di Su, composta da ebrei originari della Germania, era tra quelli. Francoforte, marzo 1933. Proprio quando sta per ottenere la cattedra della facoltà di patologia, di punto in bianco, Gerhard Schliemann riceve una soffiata da un collega: a breve avverranno degli arresti proprio lì all’Università. A Gerhard non resta che scrivere alla moglie Elsa Hindberg di recuperare velocemente passaporti, gioielli e contanti, e di salire, insieme ai figli Peter e Susy, sul primo treno per Zurigo, dove vivono i genitori. Purtroppo, per una famiglia ebrea, la Germania non è più un posto sicuro dove vivere. Dopo un giorno di viaggio in treno e una notte di attesa in casa Hindberg, sotto lo sguardo preoccupato del suocero e di quello accusatorio della suocera, Gerhard finalmente riabbraccia moglie e figli, arrivati con il treno successivo al suo. Sono finalmente tutti in salvo. La vita di Gerhard in Svizzera cambia completamente e si ritrova senza un lavoro. Ma è proprio suo suocero, Paul Hindberg, che ha un’idea per dare una svolta alla vita della famiglia Schliemann: creare un’agenzia di collocamento per scienziati e accademici ebrei e dissidenti politici costretti a scappare dalla Germania, per ricollocarli altrove in Europa. Gerhard assume subito il ruolo di collaboratore e ben presto si reca in Turchia per negoziare l’assunzione dei professori universitari che avrebbero contribuito alla riforma voluta dal ministro dell’Istruzione. Ancora non sa che quel viaggio tra Istanbul e Ankara segnerà il vero punto di svolta non solo della sua carriera universitaria, ma della vita di tutti i membri della sua famiglia…

Nel suo terzo romanzo tradotto in lingua italiana, pubblicato in lingua originale nel 2016, la scrittrice turca Ayşe Kulin affronta nuovamente la storia contemporanea del suo Paese. Questa volta, però, lo fa tentando una sorta di saga familiare, che ha come focus principale il racconto delle vite di quattro donne della famiglia Schliemann, naturalizzata Şiliman: Elsa, Susy (poi Suzi), Sude ed Esra. In circa 350 pagine vengono ripercorsi e condensati gli eventi storici della Turchia a partire dagli anni Trenta fino all’epoca contemporanea. Dal tentativo di riformare l’istruzione sotto la Repubblica di Atatürk tramite illustri studiosi stranieri in fuga dalla follia nazista, al successivo malcontento dei turchi nei loro confronti, ai numerosi colpi di stato susseguitisi negli anni, all’ondata di antisemitismo diffusasi in tempi più recenti. Su questo sfondo storico vengono più o meno nitidamente dipinte le personalità di quattro donne forti, figlie delle rispettive epoche, che ne vivono appieno tempi, avvenimenti e cambiamenti senza mai tirarsi indietro. Alle loro esistenze si intrecciano quelle di altri personaggi, con apparizioni più o meno fugaci, dei quali a volte si perde traccia senza più alcuna menzione, come se la stessa autrice li avesse dimenticati tra le pagine. Anche gli avvenimenti storici vengono troppo spesso solamente accennati, quasi se ne desse per scontata la conoscenza da parte del lettore che, in mancanza di solide basi sulla storia turca del Novecento, rischia di rimanere un po’ spaesato. L’intento generale di ambientare una saga familiare, genere ultimamente molto in voga, sullo sfondo storico della Turchia è sicuramente encomiabile. Il risultato finale, però, non può non lasciare la sensazione di aver assaporato qualcosa di non perfettamente portato a termine.