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Le regole della strada

Le regole della strada

È vero che Terry è un tipo apprensivo. Il marito e le figlie ne sanno qualcosa e possono confermare in ogni momento. È vero anche che Iris è una donna adulta capacissima di prendersi cura di sé, meglio di molti altri. Però è anche vero che la sua migliore amica è una di quelle persone che comunica ogni sua decisione e oggi, giorno del suo cinquantottesimo compleanno, dovrebbe essere al ritiro yoga al quale si è iscritta da tempo. O, almeno, questo è quanto Terry pensava fino a poco fa. Invece ha appena scoperto che in realtà Iris è scomparsa. Ma procediamo con ordine. Il programma di oggi per Terry prevede di passare alla casa di cura Sunnyside per far visita a suo padre e, in seguito, di telefonare al ritiro yoga di Witlock per avvisarli che porterà una torta per la sua amica. Alla casa di cura, la prima sorpresa: suo padre è seduto alla reception accanto a uno dei responsabili della struttura. Sul pavimento, una vecchia valigia. C’è un’emergenza in struttura ed occorre procedere alla disinfestazione, quindi gli ospiti devono essere allontanati, almeno per una settimana. Fantastico! Carica la valigia del padre nel bagagliaio, accanto alla torta di compleanno per l’amica, quella con la glassa blu per ricordare il mare e grigia per gli scogli. Iris è una nuotatrice, va a nuotare a High Rock ogni santissimo giorno dell’anno. Terry è certa che la torta le piacerà. Allaccia la cintura al padre, sale al posto di guida e accende il motore. Prima di partire, chiama il ritiro yoga, ma lì Iris non è mai arrivata. E non è neppure a casa sua, nel cottage a Feltrim dove Terry, dopo aver recuperato la chiave di riserva sotto un vaso nel capanno, sta cercando, in una cucina ed un salotto fin troppo ordinati e tirati a lucido, qualsiasi indizio utile per capire cosa accidenti possa esser successo. Alla fine, l’indizio arriva: sulla tastiera del computer dell’amica, acceso, ci sono due buste, sulle quali spicca la calligrafia larga e appariscente di Iris. Su una è riportato il nome della madre, mentre la seconda è indirizzata proprio a lei...

Un omaggio all’amicizia e alla vita in ognuna delle sue articolate sfaccettature. Un viaggio alla scoperta e all’accettazione di quel che si è, nonostante tutto. Partire da Dublino e arrivare a Zurigo passando attraverso Londra, Calais e il paesaggio francese: un unico viaggio con due diverse mete o forse tre. Un cammino di sola andata per Iris e un percorso accidentato ma necessario per Terry. E poi c’è Eugene, ex tassista perduto tra le nebbie della demenza senile ma prodigo di consigli sulla guida, ciascuno dei quali descrive una tappa del viaggio e una caratteristica della personalità delle protagoniste. Iris vive sola ed è da sempre uno spirito libero. Intraprendente e determinata, sa bastare a se stessa, o perlomeno è in grado di farlo fino a quando una subdola malattia la costringe a riconsiderare ogni aspetto della sua esistenza. Terry è la sua amica del cuore. Affidabile, maniaca del controllo e un po’ ansiosa, ha dimenticato tutto di sé per mettersi completamente a servizio del marito e delle figlie e, quando può, cerca di occuparsi anche del padre, perso da tempo nel suo mondo. Una storia elegante, di estrema attualità e mai stucchevole, che racconta del diritto di essere padroni della propria esistenza sempre e soprattutto prima che la malattia le tolga ogni dignità, del valore della vera amicizia che si affanna a mutare un destino ma che capisce quando è il momento di arrendersi e accettare anche scelte non condivise, della consapevolezza della propria vita e dei propri desideri, spesso castrati in nome di una quotidianità data ormai per scontata. Ciara Geraghty offre al lettore una vicenda commovente e spassosa, che affronta temi delicati come la malattia e l’eutanasia senza esprimere giudizi né cadere in sentimentalismi. Una storia delicata che suggerisce di non abbassare mai la guardia, perché spesso, anche quando tutto sembra un enorme tunnel buio, stupore e meraviglia sono lì, dietro un angolo, ad attenderci.