Qualcosa di sbiadito tormenta le sue notti: ormai non dorme da 72 ore. Un ricordo sembra togliergli il fiato. Ma cosa è comparso nella sua mente?... Legge, anche se solo poche pagine, perché ha un obiettivo da raggiungere: scovare il suo nome. L’uomo vuole sempre sapere, vuole la chiave per tutto. Fa male o fa bene? Forse entrambi perché il mondo è pieno di porte… C’è un anticipo di primavera. Decide quindi di aprire le finestre, così da cambiare l’aria in casa, e di dare il via alle faccende domestiche. Un piccione sembra voler entrare: atterrito, corre subito a chiudere la finestra. Perché tanta paura per un animale innocuo?... Un corpo giace in mezzo alla stanza. Il detective e i suoi uomini si aggirano meditabondi: non c’è il caffè, ma il solo pensiero della caffeina sembra aiutarli a risolvere il caso… La campagna ha il colore verde che si intona con i gatti, eppure quando ha deciso di trasferirsi in campagna ha deciso anche di non avere gatti. Perché? Li ha sempre amati molto… Lo specchio ride davanti al suo interlocutore. L’età brucia il corpo e deteriora la mente e anni prima l’uomo aveva abusato di entrambi. Lo specchio ha il potere per intervenire, ma vuole qualcosa in cambio…

In questa raccolta di racconti brevi il tempo è sempre passato. Le storie presentano istanti trascorsi di vita dei protagonisti e, intercalati a questi, gli istanti che le anime degli stessi protagonisti hanno vissuto decenni e secoli prima. Ogni situazione sembra instabile: la vita più lontana è ammantata da un alone che non permette di distinguerne bene i contorni, mentre quella più recente viene scossa nel momento in cui appare il ricordo del passato. Si tratta di ricordi che arrivano come un fendente alle spalle, inaspettati, dolorosi e inspiegabili. Come schegge di qualcosa che è andato in frantumi e che sono rimaste nascoste in un recesso spazio-temporale. Ma non solo i ricordi sono affilati. Anche la scrittura dell’autore è asciutta ed essenziale, così che il colpo possa essere sferrato senza impedimenti. Le parole resistono, una accanto all’altra, ma non si capisce l’origine della forza che le unisce. Eppure ogni racconto scorre, scattando repentinamente fra passato e tra-passato, con frasi che si spezzano per distribuirsi su righe diverse e assegnare a ogni parola un’importanza e un ruolo specifici. Benché non ci siano gli elementi tipici della poesia, come metrica, conto delle sillabe ed enjambements, la forma della narrazione, con vuoti, ellissi e rotture, conferisce all’opera un carattere poetico, trasformandola in una sorta di ibrido fra la poesia e la prosa classicamente definite.