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Le sette donne di Jamie Spellman

Le sette donne di Jamie Spellman

Newcastle, 31 dicembre 1999. La mezzanotte è ancora lontana ma i fuochi d’artificio sparati sulla città illuminano le facce bianche di otto persone. Sette di loro sono donne e sono sedute in semicerchio intorno ad un tavolo. E guardano lui. Ha i capelli ritti sulla testa come se qualcuno lo avesse afferrato per trascinarlo, il naso è rotto e il mento è imbrattato di sangue secco. È tutto ciò che rimane dell’uomo quella testa malconcia, il resto non c’è. Ognuna di loro aveva un valido motivo per ucciderlo ma chi? Sono diverse per età e provenienza ma, accomunate da un legame di amore/odio nei confronti della vittima, sono mosse da un grande desiderio di vendetta, perciò tutte potenzialmente sospettabili. Le donne si trovano in un hotel squallido alla periferia della città e arrivate un quarto d’ora prima hanno trovato la testa ricoperta da una federa. Ognuna di loro aveva ricevuto un messaggio sul cellulare che recitava: “Vediamoci al solito posto. Questa sera alle 19”. Erano i messaggi che Kaysha inviava sempre, ma questa volta non è stata lei ed è strano, poiché i numeri di telefono di tutte e sette le donne non li ha nessuno. Ma quando cerca in tasca il foglietto sul quale li aveva trascritti, Kaysha scopre di non averlo più. Le sette decidono di allearsi per confondere la polizia e proteggere la colpevole che ritengono essere una di loro… L’ispettrice Nova Stokoe dopo le festività riceve una telefonata nella quale le comunicano di avere trovato un cadavere nel Towneley Arms Hotel. Giunta sul posto comincia a indagare e nota che il fattorino dell’hotel ha un atteggiamento sospetto. Lo raggiunge e riesce a farsi consegnare le telecamere di sorveglianza: nelle registrazioni scorge la figura inconfondibile di Kaysha…

Un romanzo d’esordio, quello dell’inglese Rose Wilding, che già dalle prime immagini regala al lettore nell’immediato il fulcro del racconto. L’autrice tocca temi importanti quali la violenza, la manipolazione - soprattutto quella subdola difficile da capire - e i tradimenti. Un intreccio molto ben costruito con uno stile scorrevole: capitolo dopo capitolo (sono quarantatré, ognuno con il nome di una donna e una data), grazie ai flashback si scoprono i vissuti dolorosi di tutti, i ricordi e le memorie, le diverse personalità entrando in una rete di bugie nella quale il lettore si troverà intrappolato. Un romanzo che nelle intenzioni dell’autrice diventa infine un canto di sorellanza e di solidarietà, come riportato in una nota in cui afferma: “Ho scritto questo libro, perché sottopelle, dietro il sorriso cortese, sono sempre, assolutamente furiosa”.