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Le sette lune di Maali Almeida

Le sette lune di Maali Almeida

Malinda Albert Kabalana, per gli amici Maali Almeida, è un fotografo omosessuale con la passione per il gioco d’azzardo e per gli incontri amorosi clandestini. Svegliatosi con tutti quelli che sembrano i postumi di una colossale sbronza all’interno di una sala d’aspetto sterminata, con una sola scarpa indosso e con al collo la sua macchina fotografica del tutto rovinata, sulle prime Maali è convinto di ritrovarsi ancora all’interno di un sogno. Prova allora a darsi un pizzicotto ma, dolore a parte, tutto rimane uguale. Il fatto è che non si tratta di un sogno. Maali è stato ucciso, anche se non si ricorda come questo sia potuto accadere, e ora si ritrova nell’aldilà insieme a un fiume di altre anime che sono in coda davanti a una fila di banconi in vetroresina, in quello che sembra essere un enorme ufficio di smistamento. Mentre cerca di convincere una delle impiegate che ci deve essere un errore, Maali si accorge che la donna con cui sta discutendo è la dottoressa Ranee Sridharan, una docente universitaria uccisa nel 1989 dagli estremisti tamil. Ranee spiega a Maali che lui, come del resto tutti i morti che si trovano in quella stanza, ha sette lune di tempo per riuscire a raggiungere la Luce. La donna gli spiega anche che deve sottoporsi al Controllo delle Orecchie, un esame in grado di mettere in luce tutti i traumi del passato, tutti i peccati e tutte le colpe dell’individuo, ostacoli che impediscono di entrare nella Luce. Maali deve quindi recarsi al Livello Quarantadue, che però risulta essere chiuso. In mezzo alla confusione di anime che non sanno bene dove andare, Maali nota una figura avvolta in un sacco nero della spazzatura che gli fa segno di seguirlo e che sembra stringere tra le mani la sua scarpa mancante. Quando la dottoressa Ranee si rende conto della presenza di quel personaggio, chiede subito a due suoi aiutanti di allontanarlo, ma l’uomo fa in tempo a dileguarsi, seguito da presso da Maali, curioso di capirne qualcosa in più sulle circostanze della sua morte...

Vincendo con questo Le sette lune di Maali Almeida il Booker Prize nel 2022, Shehan Karunatilaka è diventato il secondo scrittore dello Sri Lanka a potersi fregiare del prestigioso riconoscimento dopo Michael Ondaatje che lo aveva ottenuto nel 1992 con il suo Il paziente inglese. Nelle motivazioni si legge che a colpire in particolar modo i giurati sono state la grande ambizione del progetto e l’audace comicità delle tecniche narrative utilizzate dallo scrittore. Per quello che riguarda il primo aspetto, ossia l’ambizione, non si può che essere d’accordo con la giuria del premio: Le sette lune di Maali Almeida è infatti un romanzo molto originale, che mischia in modo a volte spericolato generi tra loro apparentemente distanti come il giallo, il fantastico, il romanzo storico e la satira politica. Le vicende narrate si svolgono nel pieno della guerra civile che ha insanguinato lo Sri Lanka tra il 1983 e il 2009 e che ha visto le forze del governo ufficiale contrapposte agli estremisti tamil del LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam). La totale mancanza di senso di quel conflitto armato sembra fare il paio con l’assurdità delle vicissitudini di Maali Almeida, che nel poco tempo che gli rimane deve assolutamente riuscire a ricostruire le vicende che hanno portato alla sua morte, cercando al tempo stesso di impedire che la scatola nella quale ha nascosto una serie di compromettenti fotografie di guerra cada in mani sbagliate. Oltre che per la commistione di generi, Le sette lune di Maali Almeida si impone all’attenzione anche per il fatto di essere narrato per intero mediante la seconda persona singolare. Questa è una scelta di sicuro coraggiosa da parte dell’autore, ma difficile da portare fino in fondo con pieno successo, in quanto richiede al lettore un certo sforzo di immedesimazione. Lo sforzo peraltro è reso ancora più grande dal fatto che le vicende storiche narrate non sono di immediata comprensione per il pubblico medio occidentale, la cui conoscenza della guerra civile in Sri Lanka di sicuro non può ritenersi particolarmente approfondita. Per tutti questi motivi, forse nel caso di Le sette lune di Maali Almeida il riferimento ai panini non risulta del tutto adeguato, in quanto potrebbe essere più corretto paragonare questo libro a certi piatti della cucina asiatica: di certo saporito, molto speziato, ma con il difetto di poter risultare indigesto per certi tipi di stomaco.