Salta al contenuto principale

Le signore di Monte Pepe - I cannoli di Marites

icannolidimarites

Il lavoro, al Regno degli arancini, non conosce tregua. Rosa, Nunziatina, Giuseppa, Sarina e Maria faticano a star dietro alle richieste degli avventori, aumentati in maniera considerevole dopo che le signore di Monte Pepe sono state ospiti della trasmissione della giornalista americana Octavia Cooper, che si è letteralmente innamorata dei loro piatti. In un anno e mezzo, le donne di strada ne hanno fatta eccome: gli alberghi del circondario e i club privati dei paesi vicini ordinano in continuazione i loro manicaretti e anche l’aiuto di Cettina, entrata in seconda battuta a dar loro una mano, non è più sufficiente. È necessario assumere qualcuno. Per quanto riguarda le consegne, Carmelo e Damiano riescono a svolgere il loro lavoro senza problemi, ma in cucina occorre più che mai un aiuto. Il candidato ideale, per cercare il quale hanno anche pubblicato un annuncio su un giornalino locale, deve essere in possesso di un ineccepibile curriculum in materia gastronomica, avere un buon carattere e, qualità rara da trovare ma necessaria, essere affidabile. Mentre le cuoche si danno da fare ai fornelli, Nunziatina- per la quale ogni momento è perfetto per coltivare la sua più grande passione- continua a declamare versi. Lei stessa ha più volte confessato che, se è riuscita a superare i numerosi dispiaceri della vita, lo deve alla poesia. Sono stati i versi a rivelarsi i suoi migliori alleati, a scavare in lei un sentiero segreto e ad alleviare ogni tormento, fin da quando, una notte di tempo prima, in preda a un pianto inconsolabile, legato a uno sconforto d’amore, ha aperto un libretto di poesie, ha cominciato a leggere e ha provato un sollievo immediato. E ora si trova lì, nella cucina del suo Regno, davanti a decine di vassoi di arancini pronti da friggere e destinati a un albergo sulla costa, a declamare una poesia che parla di azalee che irrorano il cammino e altri fiori posati sulla strada. Rosa spezza l’estatica commozione generata dalla declamazione e riporta tutte all’emergenza del momento: ci sono i rustici ancora da friggere e non c’è più tempo da perdere. È assolutamente necessario trovare altre due braccia che aiutino in rosticceria…

Le storie che Catena Fiorello Galeano mette su carta sono carezze per l’anima, sempre. Lievi ma profonde, raccontano emozioni ordinarie di esistenze qualunque e proprio per questo straordinarie e raccontano la passione, la lucidità e l’istinto di chi ama vivere la vita senza nascondersi, affrontandone ogni difficoltà, smussandone gli spigoli più appuntiti, imparando a leccarsi le ferite e a ricominciare, ancora più determinati, proprio da lì dove una battuta d’arresto più dura delle altre ha fiaccato per un attimo l’animo e rallentato la corsa. Le signore di Monte Pepe, protagoniste di questo secondo romanzo di una serie che sarà alla fine composta probabilmente da cinque volumi, sono dei personaggi vincenti, che sanno bucare la pagina e catturare il lettore che affronta con loro tutte le difficoltà, le brusche frenate e le improvvise accelerate di esistenze normali, ma proprio perché tali sanno assumere i contorni di vere e proprie avventure. Tra lettere minatorie - che raccontano con apparente semplicità una piaga ancora tristemente dilagante nella realtà raccontata dalla Fiorello Galeano, e non solo - e colpi di scena, amori che arrivano al capolinea e altri che si affacciano timidi e acquistano vigore man mano che si avanza nella narrazione, tra poesie che allargano il cuore e dichiarazioni sussurrate, Nunziatina e le altre proprietarie del Regno degli arancini- la rosticceria dove oltre che gustare manicaretti si può imparare il senso più profondo dell’esistenza- mostrano il loro spirito di solidarietà, la loro fame di inclusione, che abbatte ogni barriera e crea quella sensazione di fratellanza di cui tanto si avverte il bisogno, specie negli ultimi tempi. Non ci sono barriere - culturali, linguistiche, di genere - che non si possano superare. Non ci sono sogni che non si possano coltivare e cercare di realizzare. Non ci sono sentimenti che non si possano esprimere o vivere nella loro pienezza, a qualunque età e in qualunque luogo, anche in un posto sperduto e apparentemente monotono. Una penna fluida, una struttura narrativa perfettamente organizzata e una profonda cultura letteraria, che traspare da ogni pagina del romanzo, sono gli elementi di forza di una vicenda che si legge con avidità e, insieme, una punta di nostalgia. Sì, perché dei personaggi si avverte l’assenza prima ancora di giungere all’ultima pagina e il desiderio più grande è che la mente prolifica della Fiorello Galeano sia già al lavoro sul terzo capitolo della serie.