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Le sorelle Donguri

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Le sorelle Donguri gestiscono un sito. Per lo sfondo, una delle sorelle si è affidata a un amico designer che ha realizzato qualcosa di davvero carino, con delle piccole ghiande molto graziose. Nel creare il sito, le due sorelle sono state animate da un intento davvero semplice: essere utile a chiunque desideri scrivere mail a un estraneo. Donko risponde alle mail, mentre Guriko pensa a cosa rispondere, salva i messaggi e ne registra contenuti e cronologia. Se qualcuno ha voglia di confidarsi, quindi, oppure si sente solo, si affida alle due sorelle che, fatta eccezione per le evidenti prese in giro, rispondono a tutti. Guriko ha notato che, quando è innamorata, sua sorella tende a sparire di casa. Non è che se ne stia sempre insieme al ragazzo, ma anziché restare in casa esce e si dedica a tutte quelle attività che in genere sono collegate all’innamoramento, come acquistare vestiti, andare dall’estetista o pranzare con le amiche parlando d’amore. Nel periodo in cui sua sorella ha cominciato a frequentare quel particolare ragazzo, invece, Guriko si è rintanata in casa e ha realizzato quanto il suo mondo sia silenzioso. Questo isolamento casalingo è la condizione ideale per dedicarsi all’attività delle sorelle Donguri, che può essere tranquillamente esercitata restando nella serenità di casa. Quando non si esce per un po’ di tempo, tuttavia, le fissazioni tendono a prendere il sopravvento e il mondo là fuori, nella testa di chi invece se ne sta rintanato tra le mura domestiche, diventa pian piano più grande di quello reale. Quando si esce poco, poi, la cucina diventa uno di quei diversivi piacevoli che ti spinge tra l’altro, almeno un paio di volte a settimana e in genere a ridosso dell’orario di chiusura, ad andare al supermercato. Quello in cui si reca Guriko non è molto vicino a casa. La donna infila gli zoccoli, prende chiavi e portafoglio ed esce …

Per introdurre il lettore nel mondo nipponico che tanto ama raccontare, Banana Yoshimoto si affida in questo romanzo alle parole e allo sguardo di Guriko, una delle due sorelle protagoniste della storia. Insieme a Donko gestisce un sito aperto per consentire a chiunque di parlare di sé e raccontarsi. Attraverso il racconto della loro attività, dunque, Guriko e Donko svelano sé stesse e il legame strettissimo che le unisce. L’unione della parte iniziale del loro nome, per esempio, in giapponese significa ghianda, come il frutto dell’albero che il padre delle due donne raccoglieva nel giardino dell’ospedale in cui la moglie ha partorito la figlia maggiore. Quando i genitori delle due ragazze scompaiono improvvisamente e prematuramente, Guriko e Donko si legano se possibile ancora di più. Indipendente, forte e a tratti ribelle una, riflessiva e discreta l’altra, le due donne sono complementari e vivono una realtà che va oltre i confini canonici, per scivolare nel mondo del sogno e dell’inconscio. Il sito che le due protagoniste gestiscono consente loro di porsi domande che riguardano la vita in generale e i sentimenti nello specifico. Una mail inviata da una giovane vedova, poi, offre a Guriko l’occasione per ricordare un amore di gioventù, che la donna sente il desiderio di ricercare. Un viaggio nei ricordi, quindi, che si fa anche e soprattutto esplorazione dell’animo umano, nostalgia per ciò che non è più e spinta a una nuova rinascita. Riappacificarsi con le voci del passato, superare l’inquietudine legata a un tempo che non può tornare, aprirsi a un futuro nel quale andare a scovare gli spiragli di luce sono i temi che permeano una vicenda raccontata con una prosa delicata e lirica, come è nelle corde di Yoshimoto, autrice da sempre abilissima nel fotografare la realtà, anche quella più semplice e ordinaria, e trasporla con naturalezza sulla carta.