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Le spie del fascismo

Le spie del fascismo
Una volta ricevuto l'incarico di Primo Ministro nel 1922, Benito Mussolini ha nel campo dell'intelligence due ordini di problemi: 'normalizzare' i comportamenti degli squadristi che negli anni precedenti con le loro violenze erano adatti allo scopo ma ora sono impresentabili nel salotto buono delle politica, e schiacciare l'opposizione con tuttti i mezzi, leciti e non. Per perseguire entrambi gli scopi, Mussolini crea una serie di strutture e corpi speciali che accompagneranno il regime per tutto il Ventennio, in  qualche caso ponendo le basi per strutture che esistono ancora oggi. Nascono così la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (le camicie nere, impegnate anche in azioni di guerra), la temibile CEKA (sicari e delatori sparsi in tutta Italia), l'Opera Volontaria per la Repressione dell'Antifascismo (l'onnipresente OVRA), e il Servizio Informazioni Militare (che coordina i servizi segreti delle varie Armi)...
Vecchioni, diplomatico di lungo corso e studioso dello spionaggio, approfondisce gli aspetti peculiari di ognuna di queste entità, e ne racconta brevemente la vicenda storica, con un focus su alcune figure particolarmente interessanti (tra le quali lo scrittore Pitigrilli, da sempre tacciato di spionaggio).