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Le storie di guerra - 1945: Giappone/Inghilterra

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I soldati dell’aviazione statunitense che combattono contro il Giappone imperiale sanno di andare incontro a un destino già segnato. Ben pochi riescono a sopravvivere alle invasioni aree di quei giorni: molti cadono sotto i colpi degli aerei nemici, altrettanti non fanno più ritorno perché persi nei fondali oceanici a causa a volte di banali guasti meccanici. È a questo che vanno incontro Palmer, Willis e Abbott quando arrivano all’isola di Iwo Jima. Ma è proprio per non temere tutto questo che si sono preparati nei tanti mesi di addestramento… Le navi naziste negli ultimi mesi attaccano la Manica assai frequentemente, ma la Royal Navy non sembra voler deludere le speranze del Primo Ministro Churchill e di tutto il popolo inglese. Uno, in particolare, è il nemico che tutti sembrano temere per la ferocia con cui attacca le navi di sua Maestà. Lo chiamano Hans il bastardo e, per farsi riconoscere, ha disegnato sulla sua nave un teschio con due tibie incrociate. È l’ossessione di Max, valido e astuto comandante britannico, che è pronto a fare davvero di tutto per ucciderlo, Ma sarà ancora così fermo nei suoi propositi ora che è a un passo dal matrimonio?

Il sesto volume della raccolta in cui Garth Ennis si propone di raccontare le storie dei conflitti mondiali non tradisce le aspettative dei lettori. L’accuratezza storica con cui l’autore sceglie e racconta gli eventi qui narrati rappresenta, poi, un valore aggiunto che non frena affatto l’inventiva di chi “scrive”, ma anzi lo guida verso l’elaborazione di un intreccio totalmente coinvolgente. E i disegni di Tomas Aira vanno proprio in questa stessa direzione, aggiungendo il giusto pathos alla narrazione, senza cadere nel pietismo e nel facile sentimentalismo che spesso accompagnano le storie di guerra. La naturalezza e la vivacità, che fanno ovviamente il paio con l’angoscia e la paura, di giovani innocenti costretti a combattere una guerra che spesso non capiscono sono una rappresentazione ben riuscita e vividissima della realtà bellica. Proprio questo aspetto fa delle pagine del fumetto una rappresentazione quasi astratta di un evento reale, in cui la cornice storica che inquadra la narrazione sfuma fino a diventare un tempo generico e imprecisato, un’età sospesa e indefinibile in cui i contorni della vita si confondono e le azioni quotidiane sembrano quasi aver perso i loro significati “normali”, fino ad apparire talvolta banali. Questo è anche il senso di recuperare l’opera di Ennis oggi, con il conflitto alle porte di casa nostra e gli orrori della guerra sulle prime pagine di tutti i giornali.