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Le streghe del Mezzanotte

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È una sera di ottobre quando Finnicus varca la soglia del pub Mezzanotte, il locale in cui le streghe della sua città usano radunarsi. Al suo ingresso tutte le clienti si voltano a guardarlo: un ragazzo non è certo l’avventore tipico. Finnicus conosce molte di loro: sono dottoresse, fornaie, commesse della zona e - segretamente - anche streghe. Il pub è un posto difficile da trovare per caso ma lui ricorda perfettamente la strada per raggiungerlo perché prima della morte della mamma, avvenuta misteriosamente cinque anni prima, lo frequentava assieme a lei, a sua volta strega. Finnicus è paralizzato dal terrore ma non ha tempo per i ripensamenti: “Allo scoccare della mezzanotte, avrebbe compiuto quattordici anni. Ed entro quell’ora doveva uccidere una strega. Era la regola. […] Dal folto gruppo di donne se ne fece avanti una, a passo sicuro. […] Era Liviana, una delle streghe più potenti e temibili della città. Ed era proprio lei che Finnicus era venuto a uccidere”. Una strega che a scuola finge di essere una normale insegnante di italiano, la sua. Per diventare suo apprendista deve ucciderla con un’arma umana (il coltello più grande della cucina della nonna che tiene nascosto nello zaino), privandola così di una delle sue nove vite. Ma sbeffeggiato da lei e dalle altre (“Un maschio? Hai mai sentito parlare di uomini con poteri magici?”) viene colto alla sprovvista da Liviana che gli affonda il suo stesso coltello nella pancia prima che lui abbia il tempo di reagire. Il mattino seguente Finnicus si sveglia, pallido come un fantasma, nel suo letto. Inspiegabilmente ancora vivo, ha una lunga cicatrice fresca e lucida sotto l’ombelico…

Al suo esordio nel mondo dei romanzi per ragazzi, il bolognese Davide Sarti offre ai giovani lettori un bel romanzo di formazione che mostra come dietro l’apparente normalità della vita di un quartiere di periferia possano nascondersi molte sorprese. Le streghe della congrega non vivono nascoste in antri bui anzi, nella vita di tutti i giorni si comportano come persone qualsiasi. Anche Finnicus però, il protagonista, sembra un semplice ragazzo di quattordici anni ma non lo è. Oltre ad essere dotato di poteri magici è mosso da una determinazione fuori dal comune: vuole a tutti i costi essere accettato come apprendista strega perché durante l’apprendistato intende indagare sulla misteriosa morte della madre. Molto coraggioso ma anche ingenuo, Finnicus non ha previsto quella che sarà la principale rivale nel compiere la sua missione: la discriminazione. Lui è un maschio e in una congrega di streghe, tutte femmine, quelli come lui non sono ben voluti; per giunta anche la sola ipotesi che la magia possa scorrere nelle sue vene genera scandalo e ribrezzo non solo nelle streghe ma anche nelle altre apprendiste tra cui Violante, che dovrà seguire le lezioni con lui. Sì, perché per essere consacrato strega a tutti gli effetti deve frequentare lezioni, studiare e superare prove solo in apparenza innocue… Pagina dopo pagina assistiamo alla sua evoluzione e crescita. E mentre lui impara riti ed incantesimi antichi a noi viene svelata la sua storia e quella di sua madre e delle sue amiche. Personaggi ben caratterizzati, ironia, black humour e tanti colpi di scena caratterizzano questo avvincente romanzo che incalza il lettore dalla prima all’ultima pagina e gli lascia - seminati con delicatezza tra le pagine - tanti bei messaggi: tra tutti il no alla discriminazione, l’importanza dell’amicizia ed anche il “chi la dura, la vince!”.