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Le tre figlie

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Viola ha di nuovo atteso l’alba sveglia. Tra poco sentirà i rintocchi della campana e i familiari rumori appena accennati che le sveleranno il risveglio delle compagne. In questi ultimi scampoli di tempo solo suoi, Viola continua a tenere tra le mani il rosario e a sgranarne i chicchi a uno a uno, consumandoli quasi a forza di stringerli tra i polpastrelli. Da qualche mese quel pensiero è tornato ad affacciarsi alla sua mente, turbando completamente le sue notti. Ha provato a ignorarlo, ma dopo diversi risvegli carichi di un’angoscia che sopporta a stento, ha capito che l’unico modo per tenerlo a debita distanza è non dormire. Ecco, quindi, che le sue notti sono diventate una lunga battaglia contro il sonno. Sa bene che questa non può essere una soluzione, ma per il momento va bene così. Si sono fatte le sei, l’ora delle Lodi. Mentre si avvia per unirsi alle altre, Suor Costanza la raggiunge e le riferisce che la madre superiora vuole vederla: è arrivata una lettera per lei. La stessa lettera l’hanno ricevuta anche Margherita e Iris – le sue sorelle, a ciascuna delle quali è stato dato, esattamente come a lei, il nome di un fiore - e il mittente è la loro madre Dalia, quarto nome preso in prestito dal mondo dei fiori. Dalia vuole scrivere un’autobiografia, che contenga non solo tutti i dettagli e gli episodi più significativi della sua splendente carriera di attrice, conclusa volontariamente proprio all’apice del successo, ma anche i segreti più reconditi e gli aspetti più segreti della sua esistenza. E le tre figlie non hanno alcuna intenzione che questi dettagli vengano svelati. Sono adulte ormai, hanno la loro vita - finalmente lontana dai paparazzi e dal gossip - e ciò che è stato è giusto resti sepolto. Viola, Margherita e Iris si danno appuntamento a Villa Fiorita, dove cercheranno di architettare insieme - possibilmente senza litigare, come invece accade di solito - un piano per dissuadere la madre. Il tempo di un weekend deve essere sufficiente alle tre donne per raggiungere il loro scopo…

Dopo le vicende dedicate ad Andrea Doyle - raccontate nella trilogia ambientata nella laguna veneta - Anna Dalton, scrittrice anglo irlandese e attrice di successo, torna con un romanzo autoconclusivo maturo e potente, che si occupa della storia di tre sorelle, molto diverse tra loro ma accomunate dalla presenza nella loro vita di una madre manipolatrice, ingombrante e dalla personalità complessa e sfaccettata. Margherita, Viola e Iris hanno rotto i ponti con il passato, ma non con tutto ciò che esso rappresenta. Villa Fiorita, la casa di famiglia in cui sono cresciute, le invita a varcarne nuovamente la soglia per tentare, unite, di dissuadere la madre Delia a pubblicare un’autobiografia, che racchiude tutti i segreti di famiglia che le ragazze hanno tentato per anni di mantenere sepolti. Il tempo a disposizione è scarso e l’impresa si rivela fin da subito difficile, complicata dalla forte personalità della donna, molto concentrata su se stessa e ben poco empatica nei confronti dei bisogni e delle necessità delle figlie. Un fine settimana imprevedibile, in cui nulla verrà risparmiato: accuse, recriminazioni, battute taglienti capaci di ferire quanto una lama nella carne. Tutte le situazioni non risolte emergono; gli snodi che non sono ancora stati metabolizzati spingono per tornare a galla; antiche ferite mai cicatrizzate si riaprono e le tre donne ne avvertono il dolore. Anche le peculiarità di ciascuna delle protagoniste diventano realtà con cui confrontarsi e ostacoli da superare, perché solo unite le tre donne potranno cercare di chiudere una volta per tutte i conti con il passato e voltare pagina. Una prosa curata e attenta ai dettagli, una narrazione a tre voci che aiuta il lettore a comprendere in maniera completa la personalità delle tre donne e a scoprire le ombre che si annidano nella famiglia Montefalco. Tre percorsi di vita diversi, che necessitano tuttavia di confrontarsi con il loro punto di origine - la famiglia di provenienza, appunto - per trovare quella luce che potrà aiutare ciascuna delle protagoniste a ritrovarsi.