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Le vie del sapere

Le vie del sapere

Comincia già durante il crepuscolo dell’Impero Romano la lunga marcia del sapere medievale. Un sapere intriso di elementi cristiani, ma contaminati con un retaggio greco-romano inestinguibile. Ed è una marcia che comincia nel medio-oriente con Paolo di Tarso, per poi transitare nella Milano di Ambrogio e nell’Ippona di Agostino. Si profila in questi luoghi la Patristica delle origini e l’esordio della religione cristiana declinata in modo raffinato. Il percorso è però dinamico, policentrico, e ben presto torna a lambire Gerusalemme, là dove Elena trova la croce di Cristo e identifica i luoghi sacri; là dove frotte di pellegrini si spostano per vivere con maggiore intensità la loro fede, in attesa del Giudizio universale; ed infine, là dove arriva la colta civiltà araba. Passa poi, questo tragitto, per l’Alessandria inquieta e dotta, segnata da autentiche convulsioni, di Ipazia e di Anastasio. Ma è l’intero Mediterraneo, in verità, la cornice di questi sommovimenti. E il sapere batte anche le vie del deserto, sulla scia degli eremiti, e arriva a Ravenna, toccando una punta altissima con la riflessione sincretistica di un Boezio o di un Cassiodoro. Poi è il tempo del Medioevo più fitto. Epoca in verità vivace, ricca di fermenti che fioriscono in centri prestigiosi come Aquisgrana o Cluny. Per approdare infine, città dopo città, nella dorata epoca rinascimentale, fiorita nei più grandi centri urbani dell’Italia, e non solo...

Franco Cardini in questo volume accoglie una sfida ardua per qualunque storico: tracciare un profilo sintetico, ma denso e ricco di riferimenti artistici, letterari, storici e religiosi, che si estenda entro un arco temporale amplissimo. Dal tramonto dell’Impero Romano d’occidente al Quattrocento umanista. Sfida decisamente vinta: il volume si presenta intrigante, godibile alla lettura, innervato da una passione che contagia facilmente il lettore. Quest’ultimo è letteralmente trascinato in un viaggio nel tempo in cui si imbatte in figure più o meno celebri, in immagini e paesaggi affascinanti, in qualche caso in bilico tra la realtà e il mito. Né mancano acute osservazioni dedicate agli snodi di una vicenda, quella dell’Europa medievale, caratterizzata da feconde contraddizioni. O aneddoti vivaci ed illuminanti. Ma il volume è anche un brillante concentrato di suggestioni che riguardano la geografia culturale europea. Si potrebbe dire, una guida agile ma di assoluto rigore che sarebbe preziosa per qualunque viaggiatore accorto. Insomma, un libro che si fa amare e che fa amare luoghi e tempi che ancora tanto fascino esercitano.