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L’educazione dei figli

L’educazione dei figli

I bambini sono come alberi, che hanno bisogno di crescere nel proprio ambiente seguendo il proprio ritmo, vanno trattati con amore e premura, con gentilezza perché si sviluppino liberamente. Se le rose non fioriscono, il giardiniere non pensa di frustarle, ma cerca di capire cosa non va nel modo di coltivarle. L’educazione dei bambini è la chiave del mondo nuovo, è una questione delicata, che richiede perfino abilità scientifiche e spirito d’osservazione. Un insegnante è adatto al suo compito quando è convinto seriamente che ogni bambino ha i suoi diritti, la sua personalità, che va rispettato, non considerarlo come un passivo soldatino da comandare. Bisogna lasciare spazio alla curiosità, grazie alla quale sono state fatte gran parte delle scoperte di cui beneficiamo. È fondamentale far sentire al giovane che vale la pena imparare. Nessuna comunità può esistere senza disciplina, ma se questa è interna all’individuo sarà meno necessario imporre una disciplina esterna, ma è la disciplina esterna che garantisce la giusta coesione sociale. Una delle più grandi disgrazie dell’uomo è che può essere scientificamente manipolato, così i governi possono orientare grandi masse di persone secondo i loro disegni. L’istruzione che si è voluta universale perché a tutti sia data l’opportunità di imparare a leggere e a scrivere, oggi serve a scopi del tutto diversi, come aizzare la gente a entusiasmo collettivo per sciocchezze…

L’educazione dei figli. Un bambino è come un albero è una raccolta di aforismi e di brani estratti dalle opere di Bertrand Russell, il famoso filosofo del Galles che si occupato non solo di logica, di matematica, di divulgazione scientifica e di pacifismo, ma anche di educazione dei figli e di istruzione. I pensieri di Bertrand Russell sull’insegnamento e sull’educazione riportati in questo piccolo volume, molti dei quali inediti, sottolineano con forza che per innescare cambiamenti profondi a livello sociale e politico si deve riformare tutto il sistema dell’istruzione. Il grande limite di questa pubblicazione è, purtroppo, la compressione in poche pagine di tutta la filosofia educativa sulla quale Bertrand Russell ha giocato la sua vita e investito gran parte del suo pensiero, con citazioni che estrapolate dal contesto facilmente inducono all’errore di comprensione e rischiano di rendere banali le argomentazioni del filosofo. Tuttavia il libro ha il pregio di portare di nuovo l’attenzione del pubblico sui lavori meno conosciuti di questo eclettico studioso. Russell riteneva che solo un profondo cambiamento che coinvolgesse gli insegnanti, i genitori e lo Stato nella metodologia educativa dei bambini, avrebbe potuto provocare cambiamenti significativi nella società occidentale uscita in maniera disastrosa dal primo conflitto mondiale. L’educazione infatti è fondamentale nello sviluppo della persona alla cooperazione, alla gentilezza e alla pace. Tanto convinto del suo pensiero da aprire nel settembre del 1927, insieme a Dora, la seconda moglie, The Beacon School. In quella scuola “progressista”, il rapporto tra insegnanti e allievi si basava su l’equilibrio di disciplina e autodisciplina, gli alunni a partire dai cinque anni di età partecipavano alle riunioni scolastiche e davano il loro voto sui temi trattati, tutti avevano libertà di parola e di espressione, i più grandi avevano autonomia nell’orario e nell’argomento studiato, veniva dato spazio a ogni materia che interessava, erano incoraggiati allo studio e alla pratica delle arti (musica, teatro, poesia,…), non c’erano voti o interrogazioni, si faceva educazione sessuale… tutto per formare persone che avessero “una libera intelligenza unita a un carattere felice”. Una lezione educativa che a distanza di novantun anni, nella quotidianità della nostra epoca moderna, è purtroppo ancora tanto innovativa e progressista.