Salta al contenuto principale

Lei e la montagna

Lei e la montagna

Tutto comincia con una mail di complimenti da parte di Melania allo scrittore Alfredo Paluselli. Con educazione e gradualmente, i due si trovano a intessere uno scambio continuo di messaggi, foto, racconti sulle Dolomiti. Lei abita a Crema, ma a Pozza di Fassa ha trascorso la sua infanzia. Frequentando la cittadina ne conosce ogni località vicina, ogni sentiero, forse anche meglio di chi ci vive. Arriva così, finalmente, il giorno in cui Melania comunica ad Alfredo di aver prenotato un appartamento a Castello di Fiemme per la settimana successiva. I due si incontrano e si conoscono di persona. Lei è una bella donna dai capelli rossi, lui il classico uomo con un po’ di pancetta. Si ritrovano davanti al palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, a Cavalese. Alfredo resta sorpreso dall’avvenenza di Melania, ma si comporta con naturalezza e le dà due baci sulle guance, che lei ricambia. Decidono di entrare in un bar senza sfidare il fresco della sera: in fondo, anche se il tempo è ancora piacevole, mancano un paio di mesi al Natale. Approfondiscono per un po’ la loro conoscenza, mentre lui le chiede quali escursioni intenda fare in quei giorni. “Domani a Passo Rolle - dichiara Melania - e magari da lì salire qualche cima. Domenica, invece, alla Roda di Vael, partendo dal Passo di Costalunga, perché è un sentiero che amo molto”. Nel frattempo, aggiunge anche che si ferma a Castello di Fiemme fino al mercoledì successivo. Gli parla di questo viaggio che sta facendo con i suoi gatti. Li ha portati con sé perché non riesce a staccarsi da loro. Si chiamano Sherlock e Aranel...

Un incontro tutto sommato casuale, ma che si rivela fondamentale. Ma forse gli incontri nei quali si consuma il libro sono davvero di più, perché oltre quello di Alfredo e Melania c’è l'incontro con la montagna che pur se la si ama per mille motivi e la si conosce bene, non è mai uguale a se stessa e ogni volta permette di scoprire qualcosa di nuovo, un panorama, un gruppo di alberi profumatissimi, i temporali, un tramonto, una radice di genziana buona per aromatizzare la grappa, la neve... E poi che dire dell’incontro con il “Vecchio”, così come amava farsi chiamare Giuseppe, che ha del miracoloso, o quello con Emanuele la cui calma è consolazione per l’anima? E non sono gli unici incontri che lasciano il segno, ma sono incontri come se ne fanno tanti nella vita, ma che più di tanti altri incidono nel benessere del cuore. E come in ogni vita umana che si rispetti, non mancano le preoccupazioni, i dispiaceri, ma per fortuna c’è un lieto fine dietro l’angolo, anche se non risolve tutti i punti sospesi. È il quarto libro di Alfredo Paluselli, ma è il suo primo romanzo ed essendo questa una storia vera e non solo, ma anche una vicenda personale, il libro “si è scritto da solo”, come ha avuto modo di commentare l’autore, lasciandogli così la possibilità di scegliere con cura le parole per raccontare ogni singola emozione e c’è riuscito perfettamente, tanto che ne è risultato un romanzo da leggere tutto d’un fiato. Inoltre ci sono le descrizioni dei luoghi che sono tra i più belli tra gli spettacoli naturali d’Italia, essendo la zona delle Dolomiti e delle Pale di San Martino in particolare, del Passo Rolle, della Val di Fiemme, della foresta di Paneveggio, quella che può vantare gli scorci più entusiasmanti dai quali ogni cambio di stagione è solo una prospettiva diversa e nuova. Tra l’altro la descrizione così accurata e sentimentale dei luoghi delle nostre meravigliose Alpi è quella della location di un’appassionante storia d’amore che merita tanta bellezza.