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Lei salva il mondo

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La casa di Armando è il suo mondo. Ha poche cose, contrariamente a quanto la dimora di una persona anziana potrebbe far pensare. Sessanta metri quadrati di ordine: una sala con un balconcino che dà su un cortile interno; una cucina dove c’è una poltrona su cui sonnecchiare o guardare la TV; una stanza da letto sobria e un bagno. Armando, che è bisnonno, vuole morire. E, a dire il vero, se lo merita: ha cento anni e di cose, nella vita, ne ha viste e fatte parecchie. Ultimamente, fatica ad accettare le stramberie di un mondo che, tuttavia, lui si sforza di capire. In questo senso, è leggendario il suo rapporto con la tecnologia: sa utilizzare lo smartphone e, soprattutto, Skype, che gli serve per connettersi con Martina, l’adorata bisnipote. Durante la sua lunga vita Armando ha dovuto salutare parecchi componenti della famiglia, a cominciare dalla moglie e, soprattutto, dal figlio Giacomo. Ecco perché è pronto a salutare tutti e ad andarsene. Non la pensa così, tuttavia, il figlio di Giacomo, suo nipote Antonio, che proprio di morte non ne vuol sentir parlare. Quando capita che ne discutano insieme, Antonio cerca di convincere il centenario con tesi molto ben congegnate, che vogliono dimostrare come la lotta per la vita, anche in età così avanzata come quella di nonno Armando, è una dimostrazione di celebrazione della vita stessa e di affetto nei confronti dei nipoti, appunto. Armando non ne è del tutto convinto e aspetta placido che il suo destino si compia. Negli ultimi tempi, poi, la pandemia che ha sconvolto il mondo intero ha portato una vera e propria rivoluzione alle abitudini di tutto il mondo. Per esempio, nonostante tutti i pacchetti TV che Antonio gli ha fatto acquistare nel tempo, non si trova uno straccio di trasmissione sportiva da alcuna parte. È stato sospeso tutto. E questo è un bel guaio per chi non ha che quell’unica passione! Sì, è vero, ci sono anche le parole crociate, ma quelle dopo un po’ stancano…

Una vita lunga cento anni. Ce ne sono di ricordi da conservare, avventure da rivivere, rimpianti, dolori, gioie da conservare in un angolo del cuore. Armando, il protagonista del romanzo di Federico Saccani, è un pimpante bisnonno che ha attraversato un secolo intero, vivendo mille esperienze, ciascuna delle quali è scolpita nel suo animo e con ciascuna delle quali finisce con il confrontarsi spesso, specie da quando la terribile pandemia di COVID-19 ha rivoluzionato l’esistenza di chiunque. Costretto a un isolamento forzato, rotto solo dalle videochiamate attraverso Skype con il nipote Antonio e, soprattutto, la pronipote Martina, Armando si perde tra i ricordi di un’epoca ormai lontana, la cui eco tuttavia ha ancora una voce potente, che si insinua tra le pieghe del suo presente e lo porta a vedere nel volto di Elena, solerte vicina di casa che si presta a fare la spesa per chiunque nel palazzo ne abbia bisogno, le fattezze di un amore lontano, mai del tutto dimenticato. E allora, con delicate pennellate, l’autore trasporta il lettore in un periodo passato, fatto di guerra e privazioni; una realtà in cui il giovane Armando, un concentrato di vigore e passione, è costretto a fare i conti con le brutture dei raid aerei e della prigionia, della fuga e della lotta alla resistenza. È un periodo durissimo, reso più dolce tuttavia da un sentimento nuovo e potente, che fa vibrare il cuore in petto e racconta l’amore. Saccani, con un linguaggio diretto e senza belletto, ma estremamente dolce, sa rendere bene quel che alberga nel cuore del protagonista e ciò che, in una vita tanto intensa e lunga qual è stata la sua, valga davvero la pena di essere trattenuto. Una lettura intensa e davvero piacevole, un viaggio all’interno di un cuore che ha fatto di ogni esperienza nutrimento per i giorni a venire, il congedo di un personaggio capace di catturare il lettore e di invitarlo a sedere al suo fianco, nel silenzio di casa sua, per ascoltare, insieme, il resoconto di un’esistenza piena.