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L’enigma della vacca intera

L’enigma della vacca intera

Panzano in Chianti: il paese che, grazie alla fama internazionale della macelleria Cecchini, è divenuto meta di buongustai da tutto il mondo, è funestato da due lutti in pochi giorni. Il primo a lasciare questa terra è Arrighino, quasi centenario ospite della locale casa di riposo e depositario della storia e dei segreti dei Cavalieri Templari. Il secondo è Ettore, giovane e prestante cantiniere del Castello di Flacciano, trentenne di gran bell’aspetto, in ottima salute e amante della castellana Alberica, più matura di lui di una ventina d’anni ma ancora e sempre assai piacente. Ettore era anche il solo amico e confidente del vecchio Arrighino, così, quando viene trovato cadavere, affogato in un tino di vino, la sua morte fin da subito non appare fortuita e dovuta a un imprevisto e letale scivolone, ma voluta da mani assassine. In paese molti avanzano ipotesi sull’imprevista e triste fine del giovanotto: dalla vendetta del marito geloso di Alberica al tentativo di carpirgli il segreto, appreso dal vecchio Arrighino, su un presunto, favoloso tesoro nascosto dei Templari. Il fulcro della vita sociale del paese è la premiata macelleria Cecchini ed è lì che, tra ipotesi fantasiose e fatti accertati, pian piano si troverà il bandolo della matassa...

I due protagonisti del libro, Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi, esistono nella realtà così come li troviamo ne L’enigma della vacca intera, o quasi. Dario, definito addirittura "il macellaio più famoso del mondo", è il proprietario dell’Antica Macelleria Cecchini, appartenente alla sua famiglia da 250 anni. Alessandro Mauro Rossi, giornalista, co-fondatore di “Milano Finanza” e “Italia Oggi”, dirige l’edizione italiana di “Forbes”, bisettimanale statunitense di finanza. Rossi, insieme all’amico Cecchini, ha dato vita a questo giallo, che segue a un solo anno di distanza Il mistero della finocchiona a pedali, ambientato sempre a Panzano in Chianti. Gli autori del romanzo sono anche, all’interno dello stesso, gli investigatori, se pur dilettanti perché le indagini ufficiali sono condotte dal maresciallo Sarra e dall’appuntato Scoppellitti. La vicenda però è raccontata in terza persona, non in prima come ci si aspetterebbe avendo come protagonisti gli autori, e questo è un indubbio elemento di originalità, così come lo è l’umorismo, schiettamente toscano e spesso salace, che costantemente colora le pagine del giallo. “Scrivere quest’opera a quattro mani è stato molto divertente, il romanzo vuole essere la fotografia della realtà, ad esempio il personaggio del Maresciallo Sarra è ispirato al vero maresciallo che per trent’anni ha amministrato la giustizia in paese” ha raccontato Dario Cecchini nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso anno a Gambero Rosso, confermando che il divertimento regalato ai lettori è stato, innanzitutto, divertimento per gli autori.