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Lentamente fra le tue braccia

Lentamente fra le tue braccia

Angelina sta per sposarsi e va dal suo medico di famiglia a ritirare un certificato ma, a dimostrazione che il destino è sempre in agguato (specie nei romanzi), succede che in ascensore incontra un uomo ed è subito colpo di fulmine. Ovviamente non si tratta di un ometto qualunque, ma di un maschio alfa che sprizza virilità da tutti i bulbi piliferi. L’uomo è sfrontato e sicuro di sé e, impiegando i pochi minuti che l’ascensore ci mette a salire, comunica alla confusa fanciulla che loro sono destinati a stare insieme per tutta la vita. Ma no, ma no! Io mi sposo domani, rantola lei uscendo dall’ascensore col cuore a mille. Salvo che poi ci ripensa e, una volta ritrovato lo sconosciuto sul pianerottolo, si getta fra le sue braccia. Ma siccome siamo appena all’inizio della storia le cose, ovviamente, si complicano. Accade che lui deve partire, non si sa per dove né perché, ma giura che il 23 di marzo farà ritorno e chiede ad Angelina di essere lì all’aeroporto ad aspettarlo. Il matrimonio viene annullato e inizia il conto alla rovescia, il giorno fatidico Angelina va all’aeroporto ma dell’uomo misterioso, si chiama Mann, nessuna traccia. Nonostante lo scoramento Angelina reagisce e, fatti due conti, decide di riprendersi il vecchio futuro marito, non sarà innamorata ma almeno non passerà il resto della vita da sola. Il giorno del matrimonio, mentre un’Angelina turbata e triste sta per pronunciare uno svogliato sì, la sagoma maschia e imponente di Mann si staglia come un dio pagano e iroso in fondo alla navata, gridando – ovviamente – qualcosa tipo “questo matrimonio non s’ha da fare”. Fra lo sconcerto di tutti, Angelina, in un tripudio di pizzi e trine che svolazzano al ralenti, si getta fra le braccia muscolose del suo amore ritrovato...

Se consideriamo Lentamente fra le tue braccia un romanzo di genere, scritto e pensato per occupare un settore preciso del mercato editoriale, allora è un capolavoro. Un po’ di questo, un po’ di quello, un pizzico di quell’altro. Sex & the city, L’eleganza del riccio (c’è un portiere finto-stupido che diventa il confidente segreto di Angelina), e naturalmente un po’ di Sfumature qua e là. Mann è in realtà un trovatello che è stato adottato da una famosa pianista quando aveva dieci anni ed è cresciuto sviluppando un affetto semi-edipico per la donna che morì in un incidente aereo. Angelina è cresciuta senza padre e ha a sua volta i suoi bei fantasmi infantili con cui fare i conti. Insomma, se vi piace il genere, a leggerlo vi divertirete. Se invece non amate questa letteratura “virale” che si autogenera nutrendosi sapientemente di elementi mainstream e produce sempre lo stesso romanzo uguale a tutti gli altri romanzi; se chiedete alla letteratura di condurvi in territori sempre nuovi e inesplorati, di essere stupiti, scossi, messi alla prova da invenzioni linguistiche nuove, da personaggi capaci di inquietarvi, da pagine che – una volta terminate – vi faranno sentire diversi dalle persone che eravate prima, se cercate scrittori che bruciano di dolore e passione e son capaci di infondere alle loro storie quello stesso fuoco di verità e spasmi, allora lasciate perdere Katherine Pancol.